Blog » Nuoro

Galtellì, il borgo di Grazia Deledda nel Nuorese

Galtellì-il-borgo-di-Grazia-Deledda-nel-Nuorese

Le case bianche basse, le logge in pietra e il profilo grigio del Tuttavista che si alza alle spalle del paese: chi arriva a Galtellì in primavera trova lo scenario che Grazia Deledda chiamò “Galte” in Canne al vento. Le canne lungo il Cedrino piegate dal maestrale, i campanili nel raggio di un chilometro. Non è un set, è il borgo come l’ha attraversato la scrittrice nel 1900.

Nel 2026 ricorre il centenario del Nobel a Grazia Deledda, e il borgo della Baronìa è tornato al centro della stagione culturale sarda. Per chi cerca Galtellì cosa vedere, l’angolo giusto è proprio questo: muoversi tra le pagine del romanzo e i monumenti reali che le hanno fatto da scena. Otto chilometri dal mare del Golfo di Orosei, venticinque da Nuoro, e un centro storico che il Touring Club Italiano ha confermato Bandiera Arancione fino al 2026.

Il borgo Bandiera Arancione che ha ispirato “Canne al vento”

Galtellì è uno dei sette borghi sardi a cui il Touring Club Italiano ha riconfermato la Bandiera Arancione per il triennio 2024-2026, il marchio di qualità turistico-ambientale per i borghi dell’entroterra. La motivazione cita un centro storico ben mantenuto e un patrimonio storico-culturale di alto livello.

Il riconoscimento si somma a quello di Borgo Autentico d’Italia, ottenuto il 14 marzo 2017, che ha portato Galtellì nel circuito delle “Comunità Ospitali”. Due etichette diverse, stessa logica: un paese di circa 2.400 abitanti che lavora sulla qualità dell’accoglienza diffusa.

Il legame con Grazia Deledda è il filo rosso. La scrittrice, nata a Nuoro nel 1871 e prima donna italiana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, soggiornò più volte presso le dame Nieddu, trasfigurate nei Pintor del romanzo. Canne al vento uscì a puntate sull’Illustrazione Italiana nel 1913 e poi in volume per Treves: per la maggior parte è ambientato qui, nella “Galte” di carta che ricalca le strade vere.

La Cattedrale del SS. Crocifisso e la statua trecentesca

La chiesa del Santissimo Crocifisso è il primo punto fermo. Costruita nel 1500 in forme tardogotiche, sostituì la più piccola chiesa medievale di Santa Maria delle Torri. All’interno custodisce una statua lignea del Cristo del XIV secolo, di stile gotico-toscano, oggetto della devozione più antica del borgo.

La tradizione racconta che il simulacro arrivò dal mare nel 1394, ritrovato sulla spiaggia della marina di Orosei e portato a Galtellì. Da allora è il fulcro della Settimana Santa locale e della grande festa di maggio dedicata al Crocifisso, una delle ricorrenze più sentite della bassa Baronìa. Accanto sorge la chiesetta di Santa Croce (1638), e a poche decine di metri quelle della Beata Vergine Assunta e di San Francesco, entrambe seicentesche: cinque chiese in un solo chilometro quadrato.

San Pietro: la cattedrale romanica con gli affreschi del Duecento

A poca distanza dal centro, dentro le mura del cimitero, si arriva all’ex cattedrale di San Pietro. È il monumento più antico di Galtellì: un grande complesso romanico avviato intorno al 1090, pensato come sede vescovile della diocesi di Galtellì e mai completato. La fabbrica si arrestò probabilmente attorno al 1138, quando la sede divenne suffraganea dell’arcidiocesi di Pisa. La diocesi fu poi soppressa nel 1495 e accorpata a Cagliari.

Della cattedrale incompiuta restano la fiancata nord, il transetto e l’abside. Accanto, la chiesetta più piccola che ne ha ereditato la titolazione conserva un ciclo di affreschi di inizio XIII secolo attribuito a maestranze umbro-laziali: scene del Vecchio Testamento sulla parete destra, del Nuovo a sinistra. È uno dei rari cicli pittorici medievali integri della Sardegna, documentato nelle schede ufficiali della Regione Sardegna sul portale culturale.

Il Museo Etnografico di Casa Marras

Sa Domo ‘e Marras è una residenza nobiliare settecentesca trasformata in Museo Etnografico, dove sono esposti circa 1.800 oggetti. Il percorso, distribuito sul piano nobile, ricostruisce gli ambienti domestici e di lavoro della comunità tra Otto e Novecento: la cucina con il focolare centrale, le stanze del telaio, gli strumenti della pastorizia.

L’arte tessile è uno dei capitoli più rilevanti: fino agli anni Cinquanta del Novecento ogni famiglia di Galtellì possedeva un telaio, e la tessitura passava di madre in figlia. Tappeti, coperte e bisacce in lana, parte del corredo nuziale, figurano oggi fra i pezzi più preziosi insieme a ceramica e manufatti in sughero.

Il Parco Letterario Deleddiano e Casa Pintor

Il Parco Letterario Grazia Deledda è il modo più naturale per leggere il paese. Il percorso parte dal centro storico e tocca i luoghi citati in Canne al vento: la Casa dei Nieddu (i Pintor del romanzo), la casa di Don Pedru in vico Cagliari, le strade dove si muovono il servo Efix e le tre sorelle Ester, Ruth e Noemi. Le visite guidate sono organizzate dalla cooperativa di comunità ospitale, su prenotazione.

Il parco è inserito nel circuito nazionale dei Parchi Letterari italiani, dedicato a una delle prime donne premiate con il Nobel per la Letteratura. Il 2026 è l’anno del centenario: a Galtellì la stagione si apre già in primavera con eventi diffusi, dalle camminate letterarie ai laboratori nelle case storiche.

Castello di Pontes, monte Tuttavista e valle del Cedrino

Risalendo verso le alture, si incontra il Castello di Pontes, una fortezza medievale costruita intorno al 1070 e oggetto di scavi archeologici nel 2006 e 2008 che ne hanno riportato in luce la cinta muraria. Da qui la vista si apre sulla piana del Cedrino e sul Golfo di Orosei.

Il monte Tuttavista (806 m) domina il borgo a sud-est. Sulla cima è installata una statua bronzea del Cristo alta 12 metri, opera dell’artista madrileno Pedro Angel Terron Manrique, raggiungibile a piedi su sentieri segnati o in auto fino ai piazzali alti. Le pareti calcaree del Tuttavista sono frequentate dagli arrampicatori, mentre gli escursionisti percorrono il crinale fino al panorama sul Golfo. Sul versante occidentale si segnala anche Preta Istampata, una grande roccia traforata da un’apertura naturale.

Ai piedi del monte scorre il Cedrino, che attraversa la valle e sfocia a Orosei. L’area gravita sulla Riserva della Biosfera MAB UNESCO Tepilora, Rio Posada e Montalbo, riconosciuta nel 2017, che si estende su circa 165.000 ettari nel nord-est della Sardegna. Galtellì è uno dei punti di accesso naturali, insieme ai borghi vicini di Loculi, Onifai e Irgoli.

Quando andare e come muoversi

Il periodo migliore è la primavera, da aprile a giugno, quando le colline sono verdi e gli eventi del Parco Letterario riprendono. Settembre è l’altro mese ideale: il caldo si attenua e le spiagge del Golfo di Orosei restano accessibili senza folla. La Settimana Santa, con il rito de S’Iscravamentu, è il momento più intenso dell’anno religioso; a maggio si tiene la grande festa del Crocifisso.

Si arriva in auto dalla SS131 Diramazione Centrale Nuorese, uscita per Orosei: Galtellì è a circa 25 km da Nuoro e 8 km dal mare. Il centro storico è interamente percorribile a piedi, con parcheggi alle porte del borgo. Per le visite al Parco Letterario e al Museo Etnografico è bene prenotare in anticipo, soprattutto nei weekend di alta stagione.

Da sapere prima di partire

Galtellì è Bandiera Arancione del Touring Club?

Sì, riconfermata per il triennio 2024-2026. È uno dei sette borghi sardi attualmente certificati, insieme ad Aggius, Gavoi, Laconi, Oliena, Sardara e Tempio Pausania.

Galtellì è nei “Borghi più belli d’Italia”?

No. Aderisce invece all’associazione Borghi Autentici d’Italia, con certificazione di “Borgo Autentico Certificato” dal 14 marzo 2017 e qualifica di “Comunità Ospitale”.

Perché Galtellì è legato a Grazia Deledda?

Nel romanzo Canne al vento (uscito a puntate nel 1913 sull’Illustrazione Italiana e poi in volume da Treves), Deledda ambienta la vicenda dei Pintor nel paese di “Galte”, che corrisponde a Galtellì. Soggiornava qui presso le dame Nieddu. Vinse il Nobel per la Letteratura nel 1926.

Cosa custodisce la chiesa del SS. Crocifisso?

Una statua lignea del Cristo di stile gotico-toscano, datata al XIV secolo. La chiesa attuale fu costruita nel 1500 in stile tardogotico.

Quando è stata costruita la cattedrale di San Pietro?

Avviata intorno al 1090 e mai completata. La chiesetta minore conserva un ciclo di affreschi di inizio XIII secolo con scene del Vecchio e Nuovo Testamento.

Quanto dista Galtellì dal mare?

Circa 8 km dal Golfo di Orosei. Le spiagge più vicine sono quelle di Orosei e Cala Liberotto; Cala Gonone è a circa 30 km.

Si può salire sul monte Tuttavista?

Sì, a piedi su sentieri segnati o in auto fino ai piazzali alti. Sulla cima (806 m) si trova la statua bronzea del Cristo, alta 12 metri. Le pareti calcaree sono usate per arrampicata sportiva.

Condividi
Redazione Estate in Sardegna

Redazione Estate in Sardegna

La Redazione di Estate in Sardegna è un team appassionato di viaggiatori, scrittori ed esperti locali, uniti dalla passione per la Sardegna e la sua ineguagliabile bellezza. Con anni di esperienza nel campo del turismo e un profondo amore per l’isola, il nostro obiettivo è condividere con voi le meraviglie nascoste, le tradizioni autentiche e i paesaggi mozzafiato che rendono la Sardegna una destinazione da sogno.

Leggi anche...

Hotel 3*** Ristorante Bolotana Nuoro

Localita' Minadorzu, 08011 Bolotana NU

Affittacamere Cuccumiao Sorgono Nuoro

Via Azuni, 8, 08038 Sorgono NU

Cantina Sorgono Nuoro

Località Latarasiddu, 08038 Sorgono NU

Pizzeria Nuoro

Via Attilio Deffenu, 95, 08100 Nuoro NU

Pizzeria Napoletana Gourmet Nuoro

Via Torres, 79, 08100 Nuoro NU

Pasticceria Nuoro

Via Montanaru, 4, 08040 Cardedu OG

Materiali edili Irgoli Nuoro

Via C. Soro, 77, 08020 Irgoli NU

Autoriparazioni Sarule Nuoro

Via G. Pinna, 5, 08020 Sarule NU

Agenzia Immobiliare Nuoro

Via Lombardia, 39, 08100 Nuoro NU

Piscina Sorgono Nuoro

Via Azuni, 22, 08038 Sorgono NU