Storia e cultura di Sanluri

Tra storia, arte e sapori: Sanluri ti aspetta per un’esperienza autentica in Sardegna

Sanluri rappresenta uno dei centri culturali più significativi della Sardegna meridionale, dove la storia millenaria si intreccia con una tradizione culturale ancora viva e pulsante. Situata nel fertile territorio del Medio Campidano, questa antica città giudicale ha saputo conservare nei secoli un patrimonio architettonico e culturale di straordinario valore, testimonianza delle diverse dominazioni che hanno caratterizzato la storia isolana.

Il Castello di Sanluri

Il Castello, di origine catalano-aragonese, fu fatto costruire, con regio decreto del 27 luglio 1355, da Pietro IV d’Aragona. I lavori, iniziati in quella stessa data sotto la direzione di Berengario Roig di Cagliari, terminarono il 22 agosto, dopo soli ventisette giorni e ventisette notti.

Con la sua forma quadrata di circa 27×27 metri e le semi-torrette merlate, rappresenta l’unico maniero medievale ancora intatto e abitabile in tutta la Sardegna.

A causa della posizione non facilmente difendibile e di confine tra il Regno di Sardegna e Corsica e il Giudicato di Arborea, si trovò spesso al centro delle vicende belliche che caratterizzarono la storia dell’isola tra XIV e XV secolo. Tra queste, la celebre Battaglia di Sanluri, il 30 giugno 1409, durante la quale l’esercito arborense di Guglielmo III di Narbona fu sconfitto da quello di Martino il Giovane, re di Sicilia ed erede della Corona d’Aragona.

Nel corso dei secoli la proprietà del Castello è cambiata più volte, fino agli anni Venti del Novecento, quando Nino Villa Santa, ufficiale dell’esercito e membro dello Stato Maggiore del Duca d’Aosta, lo acquistò e lo destinò in parte a residenza e in parte a Museo del Risorgimento, visitato per la prima volta nel 1939 alla presenza dei principi Umberto di Savoia e Maria José.

Il Castello ospita attualmente numerose collezioni, tra le quali spicca quella dedicata al Risorgimento e alla Prima Guerra Mondiale, in cui sono custoditi cimeli garibaldini, armi ed oggetti da campo, giornali d’epoca e il Tricolore che, nel 1918, sventolò nella Trieste riconsegnata all’Italia.

Di straordinaria bellezza sono le ceroplastiche artistiche, che comprendono oltre 300 opere databili tra il Cinquecento e l’Ottocento, così come affascinano la sezione napoleonica e la prestigiosa raccolta di lettere e autografi di Gabriele d’Annunzio.

Le Chiese Storiche - Spiritualità e Arte Sacra

Il patrimonio religioso di Sanluri costituisce un capitolo fondamentale della storia culturale cittadina, con edifici sacri che raccontano l’evoluzione dell’arte e della spiritualità attraverso i secoli. La Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, ricostruita nel XVII secolo sui resti di una chiesa medievale precedente, rappresenta il fulcro della vita religiosa della comunità.

La facciata barocca della parrocchiale, impreziosita da elementi decorativi in pietra locale, introduce a un interno ricco di opere d’arte sacra di notevole valore. Gli altari lignei settecenteschi, finemente intagliati da maestranze locali, custodiscono statue e dipinti che testimoniano la devozione popolare e il mecenatismo delle famiglie nobili sanluresi. 

La Chiesa di San Pietro, più antica e raccolta, conserva elementi architettonici romanico-pisani che risalgono al XIII secolo. L’interno, caratterizzato da una spiritualità più austera, ospita affreschi trecenteschi recentemente restaurati che narrano episodi della vita del santo titolare attraverso un linguaggio artistico di grande espressività.

Le cappelle private e gli oratori confraternali disseminati nel centro storico testimoniano la profonda religiosità della comunità sanlurese. Questi piccoli edifici sacri, spesso accessibili solo in occasione delle festività, conservano opere d’arte e arredi liturgici che rappresentano veri e propri tesori nascosti del patrimonio artistico locale.

Il campanile della parrocchiale, visibile da ogni angolo del paese, costituisce un punto di riferimento non solo spirituale ma anche urbanistico, scandendo con i suoi rintocchi il ritmo della vita quotidiana e segnalando alle campagne circostanti i momenti più importanti della giornata.

Chiesa di San Francesco

La chiesa dei Frati Minori Cappuccini, dedicata a San Francesco d’Assisi, fu edificata su un colle assieme all’annesso Convento fra il 1608 e il 1609 e, come risulta dai documenti dell’epoca, i lavori furono portati avanti anche col sostegno della popolazione sanlurese, da sempre particolarmente legata alla comunità dei Frati.

Chiesa e Convento furono costruiti secondo lo stile delle costruzioni cappuccine dell’epoca, caratterizzandosi per la semplicità delle linee architettoniche e il carattere francescano delle poche statue e dell’arredamento sobrio. Nel corso dei secoli vennero però sottoposti a restauri e ampliamenti che ne hanno modificato l’aspetto originario. Dell’edificio seicentesco si conserva soltanto la prima cappella a sinistra, dedicata alla Vergine Immacolata.

La chiesa si presenta oggi a tre navate, accogliente e decorosa, e fu solennemente consacrata il 7 ottobre 1926.

Chiesa di San Pietro

Consacrata nel 1377, la chiesa di San Pietro Apostolo fu per un certo tempo la parrocchiale di Sanluri. Situata nella piazza centrale del paese, rappresenta un tipico esempio di commistione di stili e di collaborazione di intenti che caratterizzarono l’architettura religiosa del Medioevo in Sardegna.

La facciata, semplice e lineare, è sormontata da un campaniletto a vela la cui campana reca la data 1577. Nella parte inferiore si aprono i due portali di accesso, che immettono in un interno articolato in due navate con copertura lignea, separate da due ampie arcate.

Sopra il portale destro era collocata un’epigrafe che attestava la consacrazione della chiesa nel 1377. L’iscrizione, redatta in lingua sarda e oggi custodita all’interno dell’edificio, riporta il nome del Podestà Giremeo de Serra e testimonia l’esistenza di Sanluri come autonomo comune rurale, poiché la costruzione della chiesa avvenne per volontà del popolo riunito in assemblea.

Chiesa di San Martino Vescovo

La chiesa di San Martino è situata nella periferia del paese, lungo la strada che conduce a Samassi. Non è possibile risalire con certezza alla sua fondazione, poiché i documenti archivistici disponibili riguardano principalmente i restauri cui venne sottoposta e i lasciti destinati all’abbellimento dell’altare e degli arredi sacri. Tuttavia, da un’attenta osservazione della struttura, si può dedurre che l’edificio avesse un impianto originario di epoca romanica.

A causa della sua ubicazione periferica, durante la peste del Seicento che colpì duramente Sanluri e l’intera isola, l’area circostante alla chiesa fu destinata alla sepoltura delle vittime dell’epidemia.

A testimoniare la “peste a Sanluri” nella chiesa di San Martino si trova una riproduzione del dipinto oggi conservato nella Parrocchia di Nostra Signora delle Grazie. Si tratta di una tavola d’altare, opera di un modesto pittore, che raffigura al centro la Vergine con il Bambino, a sinistra i Santi Martino, Rocco e Rosalia — tradizionalmente invocati contro le pestilenze — e in basso il committente in preghiera insieme alle Anime Purganti. Sulla destra è visibile un piccolo scorcio di Sanluri con scene di peste: in questa parte del dipinto si riconosce la chiesa di San Martino, a sinistra, circondata da un muretto e priva di porticato.

Chiesa di San Lorenzo Martire

La chiesa di San Lorenzo si trova nel centro storico, a poca distanza dal Castello, e si presenta in buono stato di conservazione. Inizialmente composta da un’unica navata, nel corso del tempo fu ampliata sul lato destro con l’aggiunta di una seconda navata.

La facciata della chiesa è adornata da un piccolo rosone e da un campaniletto a vela a due luci, sul quale sono ancora visibili le due campane originarie, datate rispettivamente 1320 e 1434.

Una curiosità riguarda la statua della Vergine d’Itria, forse di epoca cinquecentesca, custodita al centro di un retablo ligneo settecentesco.

In passato, questa statua avrebbe “sudato miracolosamente” in diverse occasioni: nel 1651, in presenza del marchese allora in guerra, e nel 1652, anno in cui anche Sanluri fu colpita dall’epidemia di peste che imperversava nell’Isola.

Ancora oggi la credenza popolare attribuisce a tale simulacro particolari poteri, tra cui quello di provocare disastri meteorologici — come piogge o temporali — se rimosso dalla sua sede.

Per questa ragione, in occasione della festività in onore della Vergine d’Itria, viene portata in processione un’altra statua, di epoca più tarda.

Chiesa di San Rocco

La chiesa di San Rocco, oggi sconsacrata, sorge a breve distanza dalla chiesa di San Francesco, lungo la via che conduce al Convento dei Cappuccini. A seguito di diversi restauri, l’edificio si presenta in discreto stato di conservazione e viene oggi utilizzato per mostre e convegni.

L’origine votiva della chiesa è confermata dai registri parrocchiali, dai quali si apprende che la sua costruzione ebbe inizio per volontà della popolazione dopo la grave pestilenza che colpì Sanluri tra il 1652 e il 1653.

Sulla lunetta del portale sono scolpiti in rilievo, accanto al Cristo in croce, i santi tradizionalmente invocati durante le epidemie: San Rocco (a sinistra) e San Sebastiano (a destra). L’unica opera originale conservata è la campana, datata 1706, oggi collocata nella chiesa di San Sebastiano.

Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie

Sanluri, pur essendo una cittadina, possiede una sola chiesa parrocchiale, intitolata alla Vergine delle Grazie, Patrona di Sanluri, la cui festività si celebra ogni anno il 31 maggio.

A causa di un violento incendio che nel XV secolo distrusse l’Archivio arcivescovile di Cagliari, è oggi molto difficile ricostruire la storia delle chiese del territorio. Pur non disponendo di date certe sull’inizio e la fine dei lavori, si può affermare che la costruzione dell’attuale Parrocchia avvenne in diverse fasi e a più riprese, fino al completamento sul finire del XVIII secolo e alla sua apertura al pubblico nel 1786.

L’edificio si presenta oggi a tre navate; sull’incrocio tra la navata principale e il transetto si eleva una cupola su tamburo poligonale.

Tra le opere pittoriche di pregio si distinguono le due tele di Raffaele Arui e un dipinto di Giovanni Marghinotti del 1843, collocato nella Cappella delle Anime, che raffigura la Madonna del Carmelo con Gesù Bambino e un angelo che libera un’anima dalle fiamme del Purgatorio. Degni di nota anche due quadri del Seicento che illustrano episodi della vita di Sant’Antonio.

La chiesa conserva inoltre il Retablo di Sant’Anna, un polittico tardo cinquecentesco dipinto a tempera su tavola, di grande valore storico e artistico.

Chiesa di Sant’Antiogu Becciu

In agro di Sanluri si trovano due chiese dedicate a Sant’Antioco martire sulcitano, entrambe oggi purtroppo in stato di abbandono. In località Funtana Noa, sulla sinistra della strada per Lunamatrona, a circa 300 metri dal campo sportivo, si può scorgere quella conosciuta come Sant’Antiogu nou, una piccola chiesa mai portata a termine.

Sant’Antiogu becciu, invece, è un antico luogo di culto diroccato situato a circa 5 km da Sanluri, lungo la strada di penetrazione agraria che conduce a Villanovaforru. Dopo circa cento anni di abbandono, è stata recuperata dal degrado grazie all’impegno di un Comitato di volontari di Sanluri e Villanovaforru, e conserva ancora la pavimentazione originale in cotto. La chiesetta è stata riaperta al culto il 15 aprile 2018 in occasione della Festa del Santo.

Attorno al monumento, le scuole del territorio stanno realizzando un parco con la piantumazione delle essenze tipiche locali, distrutte in passato dai numerosi incendi.

Un’epigrafe in lingua sarda accoglie i visitatori che passano davanti alla chiesetta:

“Omini chi passas in custa bia, frimadi’ unu pagu e arregordadia, ca custa cresiedda è torrada noa po bolontadi de Seddori e Biddanoa. Sant’Antiogu de Sardinia protetori di donidi pasci, saludi, trigu e amori.”

Chiesa di San Sebastiano

La chiesa di San Sebastiano, di modeste dimensioni, si trova nel centro storico di Sanluri, a breve distanza dal Castello medioevale e di fronte al Rifugio Antiaereo. Non è possibile stabilire con certezza la data della sua edificazione, poiché della struttura originaria resta ben poco e non sono stati rinvenuti documenti d’archivio che ne attestino la costruzione.

Secondo la tradizione, la chiesa sarebbe stata edificata come segno di gratitudine verso San Sebastiano da parte dei fedeli che si ritenevano salvati da un’epidemia.

In occasione di recenti restauri, la rimozione degli intonaci esterni ha portato alla luce, sulla facciata, un’iscrizione con la data “ANO MDXVIII”, che consente di collocare la costruzione della chiesa intorno all’anno 1518.

Le Feste e le Tradizioni di Sanluri

Il calendario festivo sanlurese scandisce l’anno con celebrazioni che uniscono devozione religiosa e memoria storica. L’11 maggio la comunità onora Sant’Ignazio da Laconi, mentre il 31 maggio si celebra la festa più importante dedicata alla patrona Nostra Signora delle Grazie, momento culminante della vita religiosa cittadina.

Il 10 agosto le celebrazioni di San Lorenzo animano il centro storico, seguite il 4 ottobre dalla festa di San Francesco e l’11 novembre dalla festa di San Martino.

Particolare fascino rivestono le rievocazioni storiche: negli anni dispari, a fine giugno, la spettacolare “Sa Battalla” riporta in vita lo scontro del 30 giugno 1409 tra l’esercito siculo-catalano-aragonese di Martino il Giovane e le truppe sarde di Guglielmo III di Narbona, ultimo giudice d’Arborea.

A fine settembre, la Festa del Borgo trasforma il centro storico in un museo vivente, dove artigiani lavorano con strumenti tradizionali e i visitatori possono gustare le antiche specialità gastronomiche locali, immergendosi nell’atmosfera d’altri tempi.

Sa Battalla

Ogni due anni, dal 1997, a Sanluri si svolge la rievocazione storica de “Sa Battalla di Sanluri”, una battaglia cruenta e dalle conseguenze devastanti per i sardi, combattuta il 30 giugno 1409 tra le truppe del Regno di Arborea, guidate da Guglielmo III visconte di Narbona, e le truppe aragonesi capeggiate da Martino I re di Sicilia ed erede al trono della Corona d’Aragona.

“Sa Battalla” è oggi un evento culturale e identitario di grande rilievo, che coinvolge non solo l’intera comunità di Sanluri, ma anche il popolo sardo nel suo insieme. L’evento richiama numerosi visitatori, tra cui turisti, associazioni culturali, storici e appassionati di storia medievale.

La manifestazione rappresenta un’importante occasione di riflessione storico-critica e di valorizzazione della storia e della cultura sarda, con particolare attenzione all’epoca giudicale, a cui sarà dedicato il Museo e Centro di documentazione della Sardegna medievale giudicale.

Festa del Borgo

La Festa del Borgo è una delle principali manifestazioni di interesse turistico che si svolgono nella cittadina di Sanluri.

La nascita di questa iniziativa trova le sue origini nelle peculiarità del centro storico, che rappresenta al tempo stesso una testimonianza della storia giudicale sarda e dell’architettura rurale del Campidano. Si tratta di una manifestazione cittadina nata nel 1995 con l’intento di promuovere e far conoscere ai residenti e ai numerosi visitatori i prodotti dell’artigianato artistico, la cultura, le arti, gli antichi mestieri e le tradizioni sanluresi racchiuse tra i suggestivi spazi delle antiche mura.

In pochi anni, questa festa – che si svolge la quarta domenica di settembre – si è evoluta in un grande evento della tradizione folkloristica che anima le vie medievali della città. Lungo il percorso vengono esposte le opere di artigiani locali, commercianti e produttori agricoli, attirando migliaia di visitatori provenienti da tutta la provincia e dal resto della Sardegna.

Durante l’evento, gli abitanti del borgo aprono le porte delle loro corti, ricreando gli antichi spazi produttivi. I laboratori artigiani accolgono i turisti alla riscoperta delle tradizioni dei manufatti e dei prodotti enogastronomici del passato.

Protagonisti principali sono i maestri di bottega — del legno, della pietra, del metallo, della ceramica e della fibra vegetale — che, esponendo al pubblico, trasmettono conoscenze e abilità creative.

All’interno della manifestazione, un ruolo di rilievo è rivestito dalla Sagra del Civraxu, dedicata alla valorizzazione della filiera di questo pane tradizionale, al quale la città ha dedicato anche un Museo del Pane. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Agenzia Laore Sardegna, che ha portato alla creazione del Comitato per la Valorizzazione del Civraxu di Sanluri. Da questo percorso è nato un disciplinare di produzione e un marchio di qualità, a garanzia di un prodotto unico e ineguagliabile.

Nel corso della Festa del Borgo viene inoltre promosso e valorizzato il Polo Museale Sanlurese, composto dal Castello Medievale, dal Museo del Pane e dal Museo Storico-Etnografico dei Padri Cappuccini, offrendo ai visitatori visite guidate a tariffa speciale ridotta.

I Musei di Sanluri

Sanluri custodisce un patrimonio museale di straordinario interesse, articolato in tre istituzioni che raccontano aspetti diversi ma complementari della storia e della cultura locale. Questi spazi espositivi rappresentano tappe fondamentali per comprendere l’identità culturale del territorio e il suo ruolo nella storia sarda e italiana.

Museo Storico Etnografico dei Padri Cappuccini

La presenza dei Cappuccini a Sanluri, sostenuta economicamente dal marchese di Laconi, allora signore del paese, risale ai primi anni del 1600. La costruzione del convento fu avviata nel 1609 grazie all’approvazione e al diretto interessamento dell’Arcivescovo di Cagliari Francesco Desquivel e del vicario parrocchiale di Sanluri, don Pietro Pilaris. 

Oggi il convento, oltre alle tradizionali attività religiose, ospita un interessante museo etnografico.

Il Museo Storico Etnografico dei Padri Cappuccini è composto da reperti provenienti da diversi conventi cappuccini della Sardegna e da collezioni raccolte dai frati nel corso dei secoli. 

Al primo piano si trovano documenti corali miniati, salteri di uso fratesco, decreti papali datati dal XVI secolo in poi, oltre a reliquie, statue di santi, tabernacoli, ostensori e altri oggetti sacri.

Una sezione è dedicata alla pittura, con dipinti a partire dal XVI secolo, e alla collezione di reperti archeologici che spaziano dal Neolitico fino all’età paleocristiana e bizantina.

Un altro settore del museo è dedicato al materiale etnografico e alla ricostruzione della vita quotidiana all’interno del convento, offrendo una testimonianza autentica della vita fraterna e del lavoro manuale dei religiosi.

Dal 5 ottobre 2022 il Museo Storico Etnografico dei Padri Cappuccini è entrato a far parte del Polo Museale del Comune di Sanluri, insieme al Castello Eleonora d’Arborea con le sue collezioni e alla Casa del Pane e della Tradizione Contadina.

Il Museo Risorgimentale Duca d'Aosta

All’interno delle mura possenti del castello medievale trova sede una delle più importanti raccolte risorgimentali d’Italia. Il museo, che accoglie annualmente circa ventimila visitatori, custodisce un’eccezionale collezione di testimonianze storiche che spaziano dall’Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale.

La nascita di questa istituzione si deve all’iniziativa del Duca d’Aosta, che affidò al generale Nino Villa Santa l’incarico di individuare in Sardegna la sede più appropriata per ospitare la collezione.

La scelta cadde naturalmente sul castello di Sanluri, riconosciuto come il luogo ideale per valorizzare questo patrimonio storico.

Le sale del museo offrono un percorso emozionante attraverso mobili d’epoca, quadri storici e preziosi cimeli bellici che documentano i conflitti dal 1800 al 1918. Ogni ambiente racconta episodi e personaggi che hanno segnato la storia nazionale, con particolare attenzione al contributo sardo nelle guerre d’indipendenza e nel primo conflitto mondiale.

Museo del pane e della panificazione del Civraxu

A pochi metri dal Municipio, la Casa Villasanta — che un tempo ospitava il frantoio — accoglie oggi il Museo del Pane e della Panificazione del Civraxu, inaugurato nel 2017.

La sua finalità è quella di conservare e tramandare nel tempo le antiche usanze legate alla lavorazione del tipico pane sanlurese.

C’è infatti una lunga storia dietro al Civraxu, il pane di semola di grano duro tipico del paese di Sanluri e diffuso anche in gran parte delle regioni meridionali della Sardegna. Le sue origini risalirebbero addirittura al 235 a.C., quando numerose legioni romane approdarono sull’isola per conquistarla, vincendo la resistenza dei sardi e dei cartaginesi che allora la dominavano.

Le cinque sezioni del Museo offrono ai visitatori un percorso esperienziale alla scoperta del gusto e del sapore del Civraxu. Il museo racconta la storia del pane fin dall’antichità, partendo dalla lavorazione della terra e attraversando le varie fasi della panificazione, con uno sguardo sempre attento alle tradizioni del passato e alla cultura materiale della comunità sanlurese.

Eventi

Cultura e tradizioni