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Cosa vedere a San Teodoro: 3 giorni nel comune Bandiera Blu della Gallura

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All’alba la sabbia di La Cinta è quasi bianca. Tre chilometri di dune profumano di ginepro e gigli marini; alle spalle lo Stagno, dove i fenicotteri rosa tornano numerosi da marzo; davanti, la sagoma di Tavolara che esce dal mare come una fortezza calcarea. È l’immagine che molti cercano della Sardegna nord-orientale, ed è anche il motivo per cui San Teodoro, in Gallura, ha appena chiuso la sua prima stagione da Comune Bandiera Blu.

Pianificare cosa vedere a San Teodoro nell’estate 2026 richiede un pizzico di organizzazione anticipata: tra meno di due mesi le due spiagge più fotografate, Cala Brandinchi e Lu Impostu, riapriranno con prenotazione obbligatoria. Questo itinerario di tre giorni è pensato per chi vuole vivere il borgo, le calette laterali e l’AMP di Tavolara – Punta Coda Cavallo prima del picco di agosto.

La Cinta, simbolo del paese e nuova Bandiera Blu

La spiaggia che dà il nome al paese si estende per circa tre chilometri, dalla periferia nord del centro abitato fino alla foce della laguna, dove inizia la zona di Puntaldìa. Sabbia bianca e fine, fondale che digrada dolcemente, niente scogli: è la prima scelta di chi viaggia con bambini. Il 13 maggio 2025 è entrata per la prima volta nell’elenco italiano delle Bandiere Blu, riconoscimento che premia qualità delle acque, gestione ambientale e servizi.

Per l’estate 2026 La Cinta resta liberamente accessibile, senza ticket. La si raggiunge a piedi dal centro o dai parcheggi di via Gramsci e via del Tirreno. Il consiglio è semplice: arrivare presto, quando il sole è ancora basso e l’arenile mezzo vuoto.

Lo Stagno e i fenicotteri

Alle spalle delle dune di La Cinta si apre la laguna costiera classificata come Zona Speciale di Conservazione ITB010011 della Rete Natura 2000: circa 820 ettari di stagni e canali. È considerata l’area umida più importante della costa nord-orientale per il birdwatching. Ci nidificano fenicottero rosa, cavaliere d’Italia, garzetta, fratino, avocetta, falco di palude e falco pescatore.

I picchi di osservazione sono tra aprile e giugno per la nidificazione e tra ottobre e novembre per la migrazione autunnale, ma i fenicotteri si vedono tutto l’anno. Le passerelle in legno installate negli ultimi anni delimitano i percorsi: si entra dal lato dune di La Cinta oppure dalla “Pischéra”, lungo la SS125, dove c’è un’area sosta gratuita.

Cala Brandinchi e Lu Impostu: prenotare prima di partire

Sono le due spiagge più fotografate del territorio. Cala Brandinchi è soprannominata “la piccola Tahiti” per i fondali bassissimi e l’acqua trasparente, racchiusa fra promontori di granito. Lu Impostu, poco più a sud, ha un arenile di circa un chilometro, dune retrostanti e uno specchio d’acqua salmastra di interesse naturalistico.

Da quattro estati funziona così: dal 15 giugno al 15 settembre, dalle 8 alle 20, l’accesso è contingentato. Si entra solo con prenotazione — circa 1.450 posti al giorno per Brandinchi, 3.350 per Lu Impostu — pagando un contributo di 2 euro a persona (1 euro per chi paga l’imposta di soggiorno o la TARI a San Teodoro; gratuito per residenti, under 12 e persone con disabilità). I nuovi slot per la stagione 2026 sono attesi sui canali ufficiali del Comune nelle settimane precedenti l’avvio della finestra.

Importi e finestra possono essere aggiornati di anno in anno: vale la pena ricontrollare il regolamento prima di partire.

L’AMP Tavolara – Punta Coda Cavallo

L’Area Marina Protetta che fa da scenario all’intero litorale di San Teodoro è stata istituita nel 1997 con decreto interministeriale e tutela 15.357 ettari di mare e 76 chilometri di costa, condivisi con i comuni di Olbia e Loiri Porto San Paolo. Tre zone, tre regole: nella zona A di riserva integrale, attorno a Molarotto e alla punta nord-est di Tavolara, la balneazione è vietata e si scende in immersione solo con centri autorizzati; nelle zone B e C si naviga, si nuota e si fa pesca sportiva, ma a velocità ridotta (5 nodi entro 300 metri dalla costa, 10 nodi nella fascia successiva).

L’isola di Tavolara, monolite calcareo che raggiunge i 565 metri a Punta Cannone, si raggiunge in barca da Porto San Paolo: navette giornaliere, escursioni guidate e una ferrata per chi vuole arrivare in cima. Insieme a Tavolara l’AMP comprende Molara, Molarotto, l’Isola Piana, l’Isola dei Cavalli e l’isolotto di Proratora. Per chi vuole un altro angolo selvaggio della stessa zona, c’è anche l’Isola Lepre, a Olbia.

Capo Coda Cavallo e le calette laterali

Il terzo giorno è il momento del lato meno turistico. Capo Coda Cavallo, riparato dai venti dominanti e affacciato sulle isole minori, dà accesso a Cala Ginepro, Cala Suaraccia e Cala Girgolu, quest’ultima riconoscibile per i tafoni granitici tipici della Gallura. Scendendo, Cala d’Ambra (raggiungibile direttamente dal centro abitato), Isuledda, Salina Bamba e Baia Salinedda offrono dune, ginepri e piccoli stagni retrostanti.

Chi cerca servizi più strutturati trova Punt’Aldìa, all’estremità nord di La Cinta, con porto turistico e campo da golf. Per cambiare paesaggio nel pomeriggio, l’entroterra gallurese si esplora con una variante verso Sant’Antonio di Gallura, tra colline e querce da sughero; in alternativa, pochi chilometri a nord, c’è la Costa Smeralda.

Il borgo, il museo, le ricorrenze

Non aspettatevi un centro storico medievale: il piccolo centro storico di San Teodoro è il nucleo gallurese sviluppatosi alle pendici orientali del massiccio di Monte Nieddu, intorno alla chiesa parrocchiale dedicata a San Teodoro d’Amasea, patrono del paese. Una rete di vie commerciali si anima di sera, soprattutto fra giugno e settembre.

Il taglio archeologico arriva dal MAST — Museo Archeologico San Teodoro, riaperto a gennaio 2025 negli spazi dell’ex ICIMAR di via Niuloni: reperti dai fondali del territorio, dal periodo punico all’età moderna, ingresso libero. Tra le ricorrenze, la festa di Sant’Andrea Apostolo nella frazione di Monte Petrosu cade la prima domenica di giugno; la festa patronale dedicata a San Teodoro d’Amasea è invece a inizio novembre, fuori dalla stagione turistica. La sera, lungo le vie del paese, accompagnano la cena il Vermentino di Gallura DOCG e piatti come la zuppa gallurese.

Quando andare e come muoversi

L’aeroporto di Olbia – Costa Smeralda dista circa 25 chilometri: il percorso più rapido è la SS131 d.c.n. (Diramazione Centrale Nuorese) con uscita “San Teodoro”, la SS125 Orientale Sarda è l’alternativa panoramica costiera. La linea ARST e la compagnia Deplano collegano paese e aeroporto tutto l’anno; in estate funziona anche un servizio “Beach Bus” che porta dal centro alle spiagge principali. Per i dettagli aggiornati, vedi Come arrivare a San Teodoro.

I periodi migliori sono giugno e settembre, con clima estivo ma affluenza inferiore al picco di luglio-agosto. Per il birdwatching nello Stagno, le stagioni di passaggio (aprile-maggio, ottobre-novembre) sono le più ricche. Le spiagge di San Teodoro sono fruibili per buona parte dell’anno; per Brandinchi e Lu Impostu, le regole di accesso valgono solo nella finestra 15 giugno – 15 settembre. Per inquadrare meglio il territorio, può essere utile la guida alla Gallura.

Da sapere prima di partire

La Cinta è Bandiera Blu?

Sì, dal 13 maggio 2025 (assegnazione FEE Italia, prima volta per San Teodoro). Conferma 2026 attesa a maggio.

Quanto costa entrare a Cala Brandinchi e Lu Impostu?

2 € a persona; 1 € per chi paga imposta di soggiorno o TARI a San Teodoro; gratis per residenti, under 12 e persone con disabilità. Riferimento normativo: Delibera del Consiglio Comunale n. 10 del 14 aprile 2022.

Lo Stagno di San Teodoro è un’area protetta?

Sì, è ZSC Natura 2000 ITB010011 (~820 ha), designata con DM del 30 luglio 2021. Non è ZPS.

Da quale norma è regolata l’AMP Tavolara – Punta Coda Cavallo?

Decreto interministeriale del 12 dicembre 1997 (GU n. 47 del 26 febbraio 1998); regolamento DM 3 dicembre 2014 (GU n. 6 del 9 gennaio 2015).

Si può salire sull’isola di Tavolara?

Sì, in barca da Porto San Paolo. In vetta a Punta Cannone (565 m) si arriva con un percorso attrezzato (ferrata).

Quando è la festa patronale di San Teodoro?

Inizio novembre, dedicata a San Teodoro d’Amasea. La festa di Sant’Andrea Apostolo (chiesa filiale di Monte Petrosu) è invece la prima domenica di giugno.

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Redazione Estate in Sardegna

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