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Villanova Monteleone: tra mare e montagna nell’entroterra algherese

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Villanova Monteleone è un comune di circa 2.047 abitanti situato nella città metropolitana di Sassari, nella zona nord-occidentale della Sardegna nell’entroterra algherese. Il paese, chiamato Biddanoa Monteleone in sardo, si caratterizza per una particolarità geografica unica: pur trovandosi in alta collina a quasi 600 metri di altitudine, ha nelle vicinanze la spiaggia di Poglina, distante solo 16 km dal centro abitato.

Il territorio comunale ha un’estensione che supera i 200 km², rendendolo uno dei comuni più vasti della provincia. Questa ampiezza comprende zone montane ricche di foreste di querce e sugheri, colline coltivate, vallate fertili e un tratto di costa sul mare di Sardegna. La varietà di paesaggi e ambienti rende Villanova Monteleone un territorio eccezionalmente ricco dal punto di vista naturalistico.

Grazie alla sua collocazione geografica privilegiata, dal paese si possono osservare panorami suggestivi che spaziano verso Alghero, Sassari e Bonorva. Questa posizione strategica ha fatto di Villanova Monteleone un importante crocevia per le zone dell’interno, centro di comunicazione e passaggio tra le città di Alghero e Sassari e i paesi come Montresta e Bosa.

Dalle origini neolitiche all’epoca nuragica

Il territorio di Villanova Monteleone è abitato fin dal Neolitico, come dimostrano i numerosi siti archeologici presenti nell’area. Le testimonianze più antiche sono costituite dalle 55 domus de janas distribuite nel territorio comunale, tombe scavate nella roccia che raccontano i rituali funerari delle popolazioni neolitiche e la loro complessa visione dell’aldilà.

L’epoca nuragica ha lasciato tracce ancora più evidenti con la presenza di diversi nuraghi, tra cui spicca il nuraghe Appiu, nuraghe complesso che testimonia il livello di organizzazione sociale e le capacità costruttive delle popolazioni dell’età del bronzo. Questi monumenti dimostrano che l’area era densamente popolata e strategicamente importante.

I principali siti archeologici e luoghi d’interesse

  • Necropoli di Puttu Codinu – importante sito funerario preistorico
  • Nuraghe Appiu – nuraghe complesso ben conservato
  • Tomba dei giganti di Laccaneddu – monumento funerario collettivo nuragico
  • Domus de janas di Pubusattile – tomba spettacolare scavata nella trachite con pitture
  • 55 domus de janas – distribuite in tutto il territorio
  • Santuario di Nostra Signora di Interrios – importante luogo di culto
  • Monte Minerva – antico tronco vulcanico spento

Particolarmente rilevante è la necropoli di Puttu Codinu, situata a valle del paese sulla strada per Monteleone Rocca Doria. La tomba dei giganti di Laccaneddu rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura funeraria nuragica, mentre la domus de janas di Pubusattile è una tomba spettacolare scavata nella trachite e ricchissima di pitture, testimonianza eccezionale dell’arte preistorica sarda.

Dal giudicato di Torres alla signoria dei Doria

Nel Medioevo, con il nome di Monteleone, il territorio appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Caputabbas. Questa appartenenza al giudicato logudorese segnò profondamente l’identità culturale e linguistica dell’area, creando legami con Sassari e il nord Sardegna.

Alla caduta del Giudicato di Torres nel 1259, il territorio passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria, potente casata che controllava vasti territori nella Sardegna nord-occidentale. Nel 1383 fu costituita la contea di Monteleone, feudo importante nel sistema di controllo territoriale dei Doria che si opponevano all’espansione aragonese.

Nel corso delle lotte tra i Doria e gli Aragonesi, Monteleone andò decadendo. Il borgo originario di Monteleone Rocca Doria, situato su uno sperone roccioso facilmente difendibile ma isolato, subì un lungo assedio da parte di Aragonesi, sassaresi e bosani. Nel 1436, dopo la caduta della roccaforte, i monteleonesi si rifugiarono nel preesistente borgo di Villanova.

La nascita di Villanova Monteleone

Villanova era considerata più sicura e più salubre perché situata più in alto e ricca di foreste di querce e sugheri. L’abitato originario sorgeva intorno alla zona di Suelzu entosu (sughero ventoso), poi comunemente detta Su Zentosu, nella parte alta di Sa Rughe manna, dove comincia la strada per il santuario di Interrios, a tre chilometri dal paese.

Da quel momento il borgo venne chiamato Bidda Noa Monteleone, ossia “città nuova di Monteleone”. Nel 1436 il paese passò definitivamente dai Doria agli Aragonesi e fu inglobato nel Regno di Sardegna, segnando la fine dell’influenza genovese e l’inizio del dominio catalano-aragonese.

Periodo Amministrazione Eventi principali
Neolitico Insediamenti preistorici 55 domus de janas
Epoca nuragica Villaggi nuragici Nuraghe Appiu, tombe dei giganti
Medioevo Giudicato di Torres Curatoria di Caputabbas
Dal 1259 Signoria dei Doria Contea di Monteleone (1383)
1436 Rifugio da Rocca Doria Nascita di Villanova Monteleone
Dal 1436 Dominio aragonese Regno di Sardegna
XVI secolo Feudo dei Brunengo Dominazione feudale
Dal 1839 Regno Sabaudo Riscatto feudale

L’invasione barbaresca del 1582

Nel 1582 Villanova Monteleone subì una grande e sanguinosa invasione barbaresca proveniente dalla marina attraverso “Sa pigada de sos Turcos” (la discesa dei Turchi) e dalla località di Monte Cucu, situata sulla strada provinciale Sassari-Villanova-Bosa. Questa incursione dei pirati saraceni fu uno degli eventi più traumatici della storia locale.

La battaglia fu molto cruenta, con morti e parecchi abitanti fatti schiavi, da cui il nome anche di “campu dolorosu” (campo doloroso) dato a quella zona. Gli schiavi, in maggior parte donne e bambini, sembravano destinati a una vita di prigionia quando intervenne il marchese Boyl di Putifigari, figura divenuta leggendaria.

Il marchese Boyl, con un esercito di trecento uomini a cavallo armati di fucili, inseguì i pirati fino alla loro nave sulla costa, riuscendo a liberare gli schiavi e facendo una carneficina tra i corsari. Questo atto eroico venne celebrato per secoli come esempio di coraggio e dedizione alla protezione delle popolazioni locali.

Ancora oggi, in memoria di quell’evento, si festeggia a Interrios la festa di San Giovanni Battista il 29 agosto di ogni anno, con il rientro della Madonna Vergine d’Interrios alla parrocchia di San Leonardo de Limoges. Questa festa rappresenta un momento importante di memoria collettiva e di devozione religiosa.

Per ragioni di sicurezza, dopo l’invasione gli abitanti traslocarono ancora una volta su un costone più interno del territorio, denominato Santa Maria, dove ricostruirono il paese nella posizione attuale, più difendibile e lontana dalla costa esposta alle incursioni piratesche.

Dal feudo al comune autonomo

A metà del XVI secolo Villanova Monteleone fu feudo dei Brunengo, famiglia nobiliare che mantenne il controllo del territorio fino all’Ottocento. Il paese fu riscattato a questa famiglia nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, diventando un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Sviluppatasi notevolmente quale centro di commercio e crocevia per le zone dell’interno, Villanova divenne centro di comunicazione e passaggio strategico. Durante il XX secolo la popolazione crebbe fino a sfiorare i 6.000 abitanti, ma le successive emigrazioni la ridussero all’attuale dimensione demografica.

Villanova fino a dopo la seconda guerra mondiale era sede di pretura, di carcere mandamentale e di caserma di carabinieri a cavallo, servizi che testimoniavano l’importanza amministrativa del paese. Era inoltre stazione di guardaboschi, citata anche da Alberto La Marmora nella sua opera “Viaggio in Sardegna” quando fu ospitato a Villanova dal Conte di Minerva.

Architettura religiosa e patrimonio culturale

La chiesa parrocchiale di San Leonardo è l’edificio religioso più importante del paese. Originariamente dedicata a Sant’Antioco, venne poi dedicata a San Leonardo di Limoges, protettore dei prigionieri e patrono del paese. La ricorrenza festiva ricade il 6 novembre ma normalmente il santo viene festeggiato l’11 giugno. In seguito all’ampliamento del 1789 rimase intatta soltanto la facciata in stile romanico-gotico.

Altri luoghi di culto importanti sono le cinquecentesche chiesa della Madonna del Rosario, la chiesa campestre di Nostra Signora di Interrios (luogo del miracoloso salvataggio del 1582) e l’oratorio di Santa Croce. Si evidenziano inoltre tre edicole religiose poste alle uscite del paese e dedicate alla Madonna di S’ena Frisca, alla Madonna di Valverde e a Santa Caterina.

L’architettura civile include l’ex palazzo delle scuole “Su Palatu ‘e Sas Iscolas”, realizzato tra il 1890 e il 1920, ora sede del Museo Etnografico comunale dedicato a Sebastiano Pirisi. Le architetture militari comprendono la torre di Poglina, ora ridotta a rudere ma testimonianza dell’epoca spagnola, e la torre Badde Jana.

Risorse naturali e territorio

Il paese è ricco di fonti d’acqua: al suo interno è famosa la fonte de “Su Cantaru” (la fonte). Il nome si ritiene provenga dallo spagnolo, mutuato dall’arabo, il cui significato è appunto quello di “fonte” o “sorgente d’acqua”. Un’altra fonte importante si trova lungo la SS 292 Alghero-Oristano, denominata “Su Paradisu” (il paradiso).

Nel territorio si trovano anche sorgenti termali sulfuree, essendo la zona di origine vulcanica. Conosciutissimo è l’imponente e spettacolare Monte Minerva, antico tronco vulcanico spento che sorge nei pressi di Monteleone Rocca Doria. Questa montagna rappresenta un elemento caratterizzante del paesaggio e testimonia l’origine vulcanica dell’area.

Quando è consigliata la visita

La primavera (aprile-giugno) è il periodo ideale per visitare Villanova Monteleone: il clima è mite, le foreste di querce e sugheri sono verdissime, e puoi combinare visite ai siti archeologici con giornate alla spiaggia di Poglina. L’11 giugno si festeggia San Leonardo con celebrazioni religiose ed eventi civili.

L’estate permette di godere sia della montagna che del mare. Il 29 agosto la festa di San Giovanni Battista a Interrios commemora il salvataggio dagli schiavisti. L’autunno offre paesaggi dai colori caldi, ideali per escursioni. L’inverno, pur freddo in quota, ha il suo fascino con la festa patronale di San Leonardo il 6 novembre.

Dove mangiare e dormire

La cucina locale riflette la tradizione agro-pastorale del Logudorese, con carni arrosto, formaggi pecorini, pane tradizionale e dolci come papassinas e gueffus. Cerca trattorie a conduzione familiare che propongono piatti genuini preparati con prodotti del territorio.

L’offerta ricettiva include bed & breakfast e agriturismi nelle campagne, ideali per vivere la dimensione rurale. La vicinanza ad Alghero (circa 30 km) permette di combinare la tranquillità montana con l’accesso ai servizi della città catalana e alle sue celebri spiagge.

FAQ

Concludiamo la nostra guida con una serie di risposte alle domande più frequenti su questa bella località.

Perché si chiama Villanova Monteleone?

Nel 1436, dopo un lungo assedio aragonese, gli abitanti di Monteleone Rocca Doria si rifugiarono nel preesistente borgo di Villanova, più sicuro e salubre. Il nuovo insediamento unì i due nomi diventando “Bidda Noa Monteleone” (città nuova di Monteleone), conservando la memoria dell’antico borgo fortificato e della sua nuova ubicazione.

Cosa ricorda la festa di San Giovanni Battista del 29 agosto?

Commemora il miracoloso salvataggio degli abitanti nel 1582, quando il marchese Boyl di Putifigari con 300 cavalieri liberò donne e bambini catturati dai pirati barbareschi. La festa include il rientro della Madonna d’Interrios alla parrocchia, celebrando la protezione divina e il coraggio del marchese in quella tragica vicenda.

Quali sono i siti archeologici più importanti?

La necropoli di Puttu Codinu, il nuraghe Appiu (nuraghe complesso), la tomba dei giganti di Laccaneddu e soprattutto la domus de janas di Pubusattile, spettacolare tomba scavata nella trachite ricchissima di pitture. In tutto il territorio si contano 55 domus de janas, testimonianza dell’intensa frequentazione preistorica.

La spiaggia di Poglina è facilmente raggiungibile?

Sì, dista solo 16 km dal paese ed è raggiungibile in auto in circa 20-25 minuti. Questa vicinanza permette di combinare la freschezza della montagna con il mare, rendendo Villanova Monteleone unica: un paese d’alta collina a 600 metri che ha la sua spiaggia a pochi chilometri.

Cosa caratterizza il territorio dal punto di vista naturalistico?

La ricchezza d’acqua con numerose fonti (Su Cantaru, Su Paradisu), sorgenti termali sulfuree, foreste di querce e sugheri, e il Monte Minerva, antico tronco vulcanico spento. La varietà di ambienti, dalla montagna al mare, crea paesaggi eccezionali e una biodiversità notevole in oltre 200 km² di territorio.

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