Mores è un comune della città metropolitana di Sassari, nel cuore della regione storica del Meilogu. Con 1.666 abitanti e un territorio che custodisce uno dei monumenti megalitici più imponenti della Sardegna, un campanile neoclassico da primato e un paesaggio naturale quasi inaspettato, è un paese che riesce a sorprendere chi arriva senza sapere cosa aspettarsi. E succede spesso.
Dove si trova Mores e come raggiungerla
Mores si trova nella Sardegna settentrionale, nella città metropolitana di Sassari, in una zona di collegamento naturale tra il Logudoro e il Meilogu. La sua posizione è comoda per chi vuole esplorare l’entroterra sassarese senza doversi spostare continuamente di base.
Da Sassari puoi arrivare in circa quaranta minuti percorrendo la SS 131 in direzione Cagliari e deviando verso il Meilogu. Da Nuoro il tragitto è di circa un’ora. L’auto è il mezzo più pratico, soprattutto per raggiungere il dolmen di Sa Coveccada e l’Oasi delle Steppe Sarde, che si trovano fuori dal centro abitato. La strada che attraversa il Meilogu è panoramica e piacevole, e già durante il percorso il paesaggio comincia a raccontarti qualcosa del territorio che stai per scoprire.
Il territorio: un paesaggio tra storia e natura
Il territorio di Mores è prevalentemente collinare, con un paesaggio che cambia carattere passando dalle zone coltivate a oliveti e pascoli fino alle aree naturali più selvagge. La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea sarda, con querce, ulivi e arbusti profumati che colorano le colline in ogni stagione.
Ma il tratto più insolito del territorio di Mores è l’Oasi delle Steppe Sarde, un’area naturale protetta che sorprende chiunque la visiti per la prima volta. Le steppe sarde sono ambienti rari in Italia, caratterizzati da una vegetazione bassa e aperta che ospita specie faunistiche difficilmente osservabili altrove:
- Rapaci: l’oasi è un luogo ideale per l’avvistamento di uccelli di grossa taglia
- Fauna tipica della steppa: un ecosistema prezioso e poco conosciuto che merita una visita dedicata
- Paesaggio aperto: panorami ampi e silenziosi, molto diversi dalla macchia fitta dell’interno sardo
L’Oasi delle Steppe Sarde è una delle aree naturali più particolari e meno frequentate della Sardegna settentrionale, e già questo la rende una meta fuori dall’ordinario.
La storia di Mores: dai dolmen agli insorti del 1795
Il territorio intorno a Mores è abitato da almeno cinquemila anni. Le tracce più antiche, risalenti al 3000 avanti Cristo, sono le domus de janas e i dolmen sparsi nel paesaggio, tra cui spicca il celebre dolmen di Sa Coveccada. In seguito il territorio fu frequentato anche in epoca nuragica, punica e romana, come testimoniano alcune necropoli rinvenute nell’area.
Nel Medioevo Mores appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria del Meilogu. Dopo la caduta del giudicato nel 1259 passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria, e intorno al 1350 fu conquistato dagli Aragonesi.
Un episodio storico significativo risale al 1478, durante la guerra tra il marchese di Oristano Leonardo Alagon e il viceré aragonese Nicolò Carroz. Mores si schierò dalla parte dell’Alagon e ospitò suo figlio Artaldo e il visconte di Sanluri dopo che furono costretti ad abbandonare l’assedio del castello di Ardara. Sconfitto il marchese, il paese tornò sotto il controllo aragonese.
Nel 1614 Mores fu dato in feudo ad Antonio Manca, e ci rimase fino al 1795, quando il paese partecipò all’insurrezione contro i feudatari: il palazzo dei signori fu distrutto dalla popolazione. Fu poi riscattato definitivamente nel 1839, con la soppressione del sistema feudale.
Il dolmen di Sa Coveccada: il megalite più grande della Sardegna
Se c’è un luogo che da solo giustifica una visita a Mores, è il dolmen di Sa Coveccada. Si tratta del dolmen più grande della Sardegna e uno dei più imponenti dell’intero Mediterraneo occidentale, risalente a circa cinquemila anni fa. Le lastre di pietra che lo compongono hanno dimensioni straordinarie, e l’insieme trasmette una sensazione di forza e mistero difficile da descrivere a parole.
| Sito | Tipologia | Epoca |
| Dolmen di Sa Coveccada | Dolmen, il più grande della Sardegna | Neolitico, circa 3000 a.C. |
| Domus de Janas | Tombe preistoriche nella roccia | Età neolitica |
| Necropoli puniche e romane | Aree funerarie | Epoca punica e romana |
| Ponte romano | Struttura viaria | Età romana |
Raggiungere Sa Coveccada richiede una breve escursione nel paesaggio rurale nei dintorni del paese. Arrivarci all’alba o al tramonto, quando la luce radente esalta la pietra antica, è un’esperienza che molti visitatori ricordano come uno dei momenti più forti del loro viaggio in Sardegna. Il sito è accessibile e ben segnalato, e non richiede attrezzatura particolare.
Il campanile di Santa Caterina: 47 metri verso il cielo
Al centro del paese si trova un monumento di tutt’altra epoca ma di uguale impatto: il campanile della chiesa parrocchiale di Santa Caterina, progettato dall’architetto morese Salvatore Calvia Unali, padre del celebre poeta sassarese Pompeo Calvia. Con i suoi 47 metri di altezza è la torre campanaria più alta di tutta la Sardegna, e rappresenta una delle espressioni più riuscite del Neoclassicismo nell’architettura religiosa sarda.
Vederlo per la prima volta, emergere con tanta decisione dal profilo del paese, è già di per sé un’immagine memorabile. La chiesa di Santa Caterina, con il suo campanile svettante, è il punto di riferimento visivo di Mores e uno dei simboli più riconoscibili del Meilogu.
Oltre alla parrocchiale, il paese conserva altri luoghi di culto degni di nota: il convento settecentesco dei frati cappuccini con la chiesa di Sant’Antonio, la chiesa di Santa Croce nel centro abitato, e nell’agro le chiese campestri di San Giovanni Battista, Santa Lucia di Lachesos e Nostra Signora di Todorache. Quest’ultima è meta di pellegrinaggio e di devozione popolare ancora oggi molto sentita.
I prodotti del territorio: formaggi e pastorizia d’eccellenza
L’economia di Mores si regge prevalentemente sulla pastorizia, una tradizione antica che nel corso del tempo si è organizzata in una realtà produttiva di livello internazionale. La Cooperativa Allevatori di Mores, conosciuta con l’acronimo C.A.M., è un’eccellenza riconosciuta ben oltre i confini sardi per la qualità dei suoi prodotti caseari, che vengono esportati in tutto il mondo.
Acquistare un formaggio prodotto dalla cooperativa di Mores significa portare a casa un pezzo autentico di questa terra, frutto di una filiera corta e di una tradizione pastorale che non ha mai smesso di lavorare con cura. Se visiti il paese, cerca i punti vendita locali: è una delle migliori cose che puoi fare prima di ripartire.
Quando è consigliata la visita
La primavera, tra marzo e giugno, è il periodo ideale per visitare Mores. Il paesaggio del Meilogu è rigoglioso, le temperature sono miti per le escursioni al dolmen di Sa Coveccada e all’Oasi delle Steppe Sarde, e la luce sarda di quei mesi è perfetta per fotografare i monumenti megalitici.
L’autunno è ugualmente bello, con i colori caldi degli oliveti e la campagna che rallenta il ritmo dopo l’estate. L’estate è calda nell’entroterra, ma le mattine presto sono ancora fresche e ideali per visitare i siti all’aperto. L’inverno è tranquillo e autentico, adatto a chi preferisce i luoghi nella loro dimensione più raccolta.
Dove mangiare a Mores
La cucina del Meilogu è una cucina pastorale, ricca di sapori diretti e genuini. Cerca ristoranti e agriturismi locali dove puoi trovare porcetto arrosto, agnello, formaggi freschi e stagionati prodotti sul territorio, pasta fresca e dolci della tradizione logudorese. I formaggi della cooperativa locale sono una presenza quasi obbligatoria su qualsiasi tavola del paese, e assaggiarli sul posto è tutta un’altra cosa rispetto a trovarli confezionati altrove.
Durante le feste patronali e gli eventi locali trovi spesso stand gastronomici che propongono i piatti della tradizione a prezzi accessibili, in un’atmosfera conviviale tipica dei paesi sardi.
Dove dormire a Mores
Per pernottare a Mores e dintorni, gli agriturismi nella campagna del Meilogu sono la scelta più consigliata. Offrono camere semplici e confortevoli, spesso con cena a base di prodotti locali inclusa, e una vicinanza alla natura che rende il soggiorno coerente con il carattere del territorio. Qualche bed and breakfast è disponibile anche nel paese.
Sassari, a circa quaranta minuti di auto, è la base più comoda per chi preferisce una sistemazione più strutturata con una scelta più ampia di hotel. Se programmi la visita in coincidenza con una festa locale o con un evento, prenota con anticipo: i posti nelle strutture dell’entroterra sono limitati e si esauriscono prima di quanto ci si aspetti.
FAQ
In questa sezione rispondiamo alle domande più frequenti di chi si avvicina per la prima volta a Mores, per aiutarti a pianificare la visita con tutte le informazioni pratiche di cui hai bisogno.
Il dolmen di Sa Coveccada è facilmente raggiungibile?
Sì, il dolmen è raggiungibile con una breve camminata dal paese o con l’auto fino a pochi minuti di distanza. Il sito è segnalato e non richiede attrezzatura specifica. È consigliabile indossare scarpe comode e portare acqua, soprattutto in estate. Il momento migliore per visitarlo è la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando la luce valorizza al massimo le proporzioni imponenti del megalite.
L’Oasi delle Steppe Sarde è adatta anche a chi non è esperto di birdwatching?
Assolutamente sì. L’oasi è un luogo piacevole da visitare anche semplicemente per passeggiare in un paesaggio insolito e silenzioso. Chi ama gli uccelli troverà opportunità di avvistamento interessanti, ma anche chi non è un esperto può godersi la tranquillità e la rarità di questo ambiente naturale, molto diverso dalla macchia mediterranea che si vede altrove in Sardegna.
Dove si possono acquistare i formaggi della cooperativa di Mores?
I prodotti della Cooperativa Allevatori di Mores sono acquistabili direttamente in paese, sia presso la cooperativa stessa sia in alcuni negozi locali. È consigliabile chiedere indicazioni agli abitanti o all’amministrazione comunale per trovare il punto vendita più vicino e aggiornato. Acquistare direttamente alla fonte garantisce la massima freschezza e spesso la possibilità di degustare prima di scegliere.