Nel cuore selvaggio del Supramonte di Baunei, dove la natura sarda mostra la sua faccia più drammatica e misteriosa, si apre improvvisamente uno dei fenomeni geologici più spettacolari d’Europa: Su Sterru, la leggendaria Voragine di Golgo. Questo inghiottitoio naturale, che sprofonda per quasi 300 metri nelle viscere della terra, rappresenta una delle meraviglie nascoste della Sardegna, un luogo dove geologia, storia e leggenda si intrecciano creando un’esperienza unica per chi ha il coraggio di avvicinarsi al suo bordo.
La maestosità geologica di un gigante sotterraneo
La formazione di Su Sterru rappresenta un capolavoro della natura che ha richiesto milioni di anni per completarsi. Situata a circa 400 metri sul livello del mare sull’altopiano di Golgo, questa voragine carsica si è formata attraverso un processo geologico complesso che coinvolge rocce di diversa origine e composizione.
Le caratteristiche principali di questa straordinaria formazione naturale includono:
- Profondità totale: circa 295 metri di caduta verticale
- Diametro superficiale: 25 metri che si allargano fino a 40 metri al fondo
- Forma: sezione ellittica che si mantiene uniforme per gran parte dello sviluppo
- Composizione rocciosa: parte superiore in basalto nero vulcanico, parte profonda in calcare bianco
- Origine: fenomeni di erosione carsica con crollo delle pareti basaltiche
- Microclima interno: ambiente particolare che ospita fauna specializzata
La storia geologica di Su Sterru è affascinante quanto complessa. Fino al 1957, gli studiosi ritenevano che si trattasse della bocca di un antico vulcano, tanto che le carte topografiche dell’epoca la indicavano come “Cratere vecchio”. Solo quando i primi speleologi riuscirono finalmente a raggiungere il fondo, si comprese la vera natura di questa formazione: un inghiottitoio carsico creato dal crollo delle rocce basaltiche che non riuscivano più a sostenere il proprio peso a causa dell’erosione del substrato calcareo sottostante.
L’avventurosa storia delle esplorazioni
L’esplorazione completa di Su Sterru ha rappresentato una sfida durata decenni per gli speleologi europei. Conosciuta fin dall’antichità dalle popolazioni locali, che ne tramandavano storie e leggende, la voragine ha resistito a numerosi tentativi di esplorazione falliti a causa dell’inadeguatezza delle attrezzature dell’epoca.
Il momento storico della prima discesa completa arrivò nell’estate del 1957, quando il Gruppo Grotte Nuorese riuscì finalmente nell’impresa utilizzando corde sufficientemente lunghe. Gli esploratori scoprirono che il fondo era completamente ricoperto da pietre lanciate dai numerosi visitatori che nei secoli si erano affacciati al bordo della voragine.
| Aspetto | Dettagli |
| Prima esplorazione completa | Estate 1957 |
| Gruppo esploratori | Gruppo Grotte Nuorese |
| Difficoltà principale | Lunghezza insufficiente delle corde disponibili |
| Condizione del fondo | Ricoperto da pietre lanciate dai visitatori |
| Accessibilità attuale | Solo per speleologi esperti |
| Documentazione fotografica | Pareti fotografate metro per metro |
Negli anni successivi, diverse spedizioni scientifiche hanno raggiunto il fondo per scopi di ricerca. Le esplorazioni moderne hanno rivelato un ecosistema unico che si è sviluppato nelle profondità dell’abisso, dove gruppi di biologi hanno soggiornato per giorni interi per studiare la flora e la microfauna presente in questo ambiente particolare.
Un ecosistema nascosto nelle profondità
Il microclima particolare di Su Sterru ha favorito lo sviluppo di un ecosistema troglodita specializzato che rappresenta un tesoro di biodiversità per la comunità scientifica. Le condizioni ambientali uniche create dalla profondità, dall’umidità e dalla temperatura costante hanno permesso l’evoluzione di specie adattate specificatamente a questo habitat estremo.
Tra le specie più interessanti che popolano le profondità della voragine troviamo il geotritone sardo (Speleomantes genei), un anfibio endemico della Sardegna che ha trovato in questi ambienti bui e umidi il suo habitat ideale. Questo piccolo urodelo rappresenta un esempio perfetto di evoluzione in ambienti isolati, sviluppando caratteristiche uniche che lo distinguono dai suoi parenti di superficie.
La fauna invertebrata di Su Sterru include specie altamente specializzate come il ragno Porrhomma, appartenente alla famiglia dei Linyphiidae, e vari crostacei terrestri del genere Trichoniscus. Questi organismi hanno sviluppato adattamenti straordinari alla vita nell’oscurità perpetua, come la perdita della pigmentazione e lo sviluppo di organi sensoriali ipertrofici per compensare l’assenza di luce.
Tra protezione e controversie legali
La tutela di Su Sterru ha attraversato vicende amministrative complesse che riflettono le difficoltà nella gestione del patrimonio naturale sardo. Nel 1993, la Regione Sardegna designò la voragine come monumento naturale con il Decreto dell’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente n. 3110 del 2 dicembre.
Tuttavia, la storia della protezione legale si è complicata quando la Provincia di Nuoro presentò ricorso contro il decreto istitutivo. Nel 2001, il TAR Sardegna con sentenza n. 1239 annullò il decreto, togliendo di fatto a Su Sterru lo status di area protetta. Questa decisione ha comportato l’esclusione del sito dall’Elenco Ufficiale delle Aree Protette, creando un vuoto normativo nella tutela di questo straordinario fenomeno naturale.
Memorie di pietra: la croce di Antonio Carta
Accanto alla voragine si erge una croce di acciaio che racconta una storia di tragedia e memoria. Questo monumento fu posto dal padre di Antonio Carta, un giovane che il 31 luglio 1976 perse la vita precipitando nell’inghiottitoio mentre tentava di fotografarne l’interno. Il gesto del padre, disperato per la perdita del figlio, aveva anche lo scopo di segnalare la pericolosità del luogo ai futuri visitatori.
All’epoca dell’incidente, il sito era privo delle attuali misure di sicurezza e la vegetazione circostante nascondeva parzialmente l’apertura della voragine. La tragedia di Antonio Carta ha sensibilizzato l’opinione pubblica sulla necessità di maggiori precauzioni per i visitatori, portando nel tempo all’installazione di recinzioni e cartelli di avvertimento.
Quando visitare Su Sterru
Il periodo ideale per visitare Su Sterru va da aprile a ottobre, quando le condizioni meteorologiche sono più favorevoli e le strade di accesso all’altopiano di Golgo risultano più agevoli. I mesi primaverili, in particolare maggio e giugno, offrono il vantaggio di temperature miti e della fioritura della macchia mediterranea che rende il paesaggio circostante particolarmente suggestivo. Durante l’estate, pur essendo più caldo, il clima secco garantisce ottime condizioni di visibilità, mentre l’autunno regala colori spettacolari e temperature ancora piacevoli fino a novembre.
Dove dormire nei dintorni
L’area del Supramonte di Baunei offre diverse opzioni di alloggio per chi desidera soggiornare nei pressi di Su Sterru. Gli agriturismi sono la soluzione più autentica, permettendo di vivere a stretto contatto con la tradizione pastorale sarda e di gustare i prodotti locali. Molte strutture sono immerse nella natura e offrono la possibilità di escursioni guidate nella zona. In alternativa, si possono trovare bed & breakfast a conduzione familiare che garantiscono un’accoglienza calorosa e consigli preziosi per esplorare il territorio. Per chi preferisce maggiore indipendenza, esistono anche case vacanze e piccoli residence che permettono di organizzare autonomamente le proprie giornate di esplorazione.
Dove mangiare nei dintorni
La gastronomia del Supramonte rappresenta un’esperienza autentica della tradizione culinaria barbaricina. I ristoranti della zona propongono specialità locali come il maialetto arrosto, i culurgiones (tipici ravioli sardi), il pane carasau e i formaggi pecorini stagionati. Molte trattorie familiari offrono menu fissi con prodotti a chilometro zero, permettendo di assaporare i sapori genuini della pastorizia sarda. Le pizzerie locali spesso propongono anche primi piatti tradizionali e grigliate di carne locale. Non mancano agriturismi che organizzano cene tipiche con intrattenimento folkloristico, offrendo un’immersione completa nella cultura del territorio.
Domande Frequenti
In conclusione di questo articolo, rispondiamo alle domande più frequenti che i visitatori si pongono riguardo a Su Sterru, per fornire informazioni pratiche e chiarire i dubbi più comuni su questa straordinaria attrazione naturale.
È possibile scendere dentro Su Sterru?
La discesa all’interno di Su Sterru è riservata esclusivamente a speleologi esperti e professionisti con attrezzatura specializzata. Non esistono percorsi turistici attrezzati e l’accesso al fondo richiede competenze tecniche avanzate, corde di almeno 300 metri e autorizzazioni specifiche. Per i visitatori comuni è possibile solo affacciarsi dal bordo in sicurezza.
Come raggiungere Su Sterru da Baunei?
Da Baunei si percorre la strada provinciale in direzione dell’altopiano di Golgo per circa 20 chilometri. Il percorso, prevalentemente sterrato negli ultimi tratti, richiede circa 45 minuti di auto. È consigliabile utilizzare un veicolo con buona altezza da terra. La voragine si trova a poche centinaia di metri dalla chiesa campestre di San Pietro di Golgo.
Su Sterru è pericoloso per i visitatori?
Attualmente il sito è dotato di recinzioni e cartelli di avvertimento che ne segnalano la pericolosità. È fondamentale rispettare le barriere di sicurezza e non avvicinarsi troppo al bordo della voragine. La zona può essere ventosa e il terreno circostante presenta rocce instabili. È sconsigliata la visita con bambini piccoli o in condizioni meteorologiche avverse.
Qual è il periodo migliore per fotografare Su Sterru?
Per la fotografia, le ore migliori sono il mattino presto e il tardo pomeriggio, quando la luce radente evidenzia meglio la profondità dell’abisso e crea contrasti suggestivi. I mesi primaverili offrono la migliore qualità della luce, mentre d’estate è preferibile evitare le ore centrali per il forte contrasto luminoso.
Esistono altre voragini simili in Sardegna?
Su Sterru è considerata una delle voragini a campata unica più profonde d’Europa, rendendola pressoché unica. In Sardegna esistono altre grotte e inghiottitoi carsici, come quelli del sistema di Su Mannau o le grotte di Nettuno ad Alghero, ma nessuna presenta le caratteristiche dimensionali e morfologiche specifiche di Su Sterru che la rendono così straordinaria.