Blog » Guspini

Chiesa di San Nicola di Mira a Guspini: la parrocchiale con il rosone che nessuno si aspetta

Chiesa-di-San-Nicola-di-Mira-a-Guspini

Guspini è un comune del Medio Campidano, nell’entroterra della Sardegna sud-occidentale, a pochi chilometri dalle miniere dismesse di Montevecchio e dalla costa del Golfo di Oristano. Non è una destinazione turistica di massa, e forse è proprio per questo che la sua chiesa parrocchiale sorprende chi la trova per caso: la Chiesa di San Nicola di Mira è un edificio tardogotico del XVII secolo con una facciata che nasconde dettagli architettonici rari in tutta la Sardegna, un organo a canne settecentesco e un ciclo di affreschi che copre volte e pareti con una ricchezza inaspettata per un centro dell’entroterra sardo.

Dove si trova e come arrivarci

La chiesa si trova nel centro di Guspini, comune della provincia del Sud Sardegna. La cittadina è raggiungibile in auto da Oristano in circa quaranta minuti e da Cagliari in poco più di un’ora, attraverso la statale che attraversa il Campidano. La chiesa sorge in posizione centrale, preceduta da una scalinata che la separa dalla strada, e la sua mole è ben visibile nel tessuto urbano del paese.

Chi visita la zona mineraria di Montevecchio, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, può facilmente inserire Guspini e la sua parrocchiale in un itinerario che unisce storia industriale e storia religiosa, dato che le due mete distano pochi chilometri l’una dall’altra.

La costruzione: quattrocento anni di cantiere lento e paziente

La storia della Chiesa di San Nicola di Mira è la storia di un edificio che ha preso forma gradualmente, per strati sovrapposti, nell’arco di oltre quattro secoli. I lavori cominciarono nel 1611, per volontà del rettore Antiogo Uda, che affidò il cantiere ai picapedres Giovanni Antonio Pinna e Antiogo Flores. Il termine picapedres, di origine catalana, indica i maestri tagliapietre che nell’architettura sarda di età spagnola erano i protagonisti indiscussi della costruzione degli edifici religiosi.

Tra il 1625 e il 1630 la copertura fu completata e la chiesa aprì al culto. Da quel momento, ogni decennio aggiunse qualcosa:

  • A metà del XVII secolo furono costruite le prime cappelle laterali, inizialmente due per lato
  • Nei decenni successivi fu innalzata la torre campanaria, terminata nel 1723
  • Nel corso del XVIII secolo si raggiunse l’attuale numero di otto cappelle laterali
  • Nel 1864 fu realizzata la scalinata davanti al terrapieno, chiamato in sardo arraprau, posto anteriormente alla facciata
  • Nel 1902 la mecenate Zelì Castoldi Sanna finanziò la realizzazione degli affreschi nell’arcata centrale e in tutte le otto cappelle
  • Nel 1926 la chiesa fu solennemente consacrata dal vescovo Francesco Emanueli

La facciata: l’arco a ferro di cavallo e il rosone rarissimo

Fermarsi davanti alla facciata della Chiesa di San Nicola vale già da solo la visita. A colpo d’occhio, due elementi catturano immediatamente l’attenzione e li trovi difficilmente altrove in Sardegna.

Il primo è il portale, sormontato da un arco a ferro di cavallo che richiama vagamente modelli di matrice islamica, un elemento del tutto insolito nell’architettura religiosa sarda. Ai lati dell’arco, entro due nicchie, si trovano due teste marmoree con gorgiera, raffiguranti probabilmente un nobile mecenate sardo-spagnolo dell’epoca della dominazione aragonese. Si ipotizza che in cima all’arco fosse collocata in origine una terza testa, oggi perduta.

ElementoDescrizione
CoronamentoOrizzontale con merlatura
PortaleArco a ferro di cavallo con richiami islamici
Teste marmoreeDue, con gorgiera, probabilmente raffiguranti un mecenate sardo-spagnolo
RosoneIn pietra, con traforo complesso, uno dei pochi del suo genere in Sardegna
ScalinataRealizzata nel 1864 davanti al terrapieno (arraprau)

Il secondo elemento è il rosone in pietra, collocato sopra il portale. Si tratta di uno dei pochi esemplari nel suo genere in tutta la Sardegna, con cornice modanata a tori e gole e un traforo di notevole complessità. Gli studiosi ritengono che il modello di riferimento fosse il rosone della chiesa collegiata di Sant’Eulalia a Cagliari, uno degli edifici gotici più importanti della capitale sarda. Trovare un elemento di quella raffinatezza in una chiesa parrocchiale dell’entroterra è una delle sorprese che Guspini riserva a chi arriva senza aspettative.

L’interno: affreschi, altare e un organo del Settecento

L’interno della chiesa è a navata unica voltata a botte, con otto cappelle laterali intercomunicanti che si aprono sui due lati. Le volte e le pareti sono interamente ornate da dipinti realizzati nel 1904 e restaurati completamente nel 2009. Nello stesso anno fu rifatta la pavimentazione e furono restaurate tutte le cappelle.

L’altare maggiore risale anch’esso al 1904, ma conserva un elemento molto più antico: il paliotto del 1727, appartenente al precedente altare ligneo che non è sopravvissuto. Il fonte battesimale in marmo risale al 1766 ed è uno degli arredi storici più antichi conservati nell’edificio.

Nella terza cappella a destra si trova una delle gemme nascoste della chiesa: un organo a canne del 1768, costruito dal liutaio milanese Giuseppe Lazzari. Lo strumento dispone di nove registri su unico manuale e pedale. Gli organi settecenteschi in Sardegna sono rari e quelli ancora conservati nel loro contesto originale lo sono ancora di più: questo di Guspini è uno degli esemplari meglio collocati dell’isola.

Le campane: una storia lunga tre secoli

Il campanile della chiesa, alto circa venti metri, custodisce una storia campanaria che merita di essere raccontata. Le prime campane furono fuse per volontà del rettore Baquis Angel Flores de Azana: una nel 1698 e una nel 1700, quest’ultima con un’iscrizione in latino che recita la dedica alla Vergine Maria e a San Nicola, patrono di Guspini. Nel 1711 il rettore don Luis Asquer fece fondere una quarta campana, finemente decorata con ornamenti floreali, che si trova ancora oggi nella torre.

Un rettore successivo, don Michele Pinna, decise di sostituire il vecchio concerto con tre nuove campane, fuse dalla Fonderia Capanni di Castelnovo ne’ Monti nel 1984. Una delle tre fu pagata da una vedova del paese in ricordo del marito defunto. L’arrivo del nuovo concerto portò però con sé un problema imprevisto: il potente suono delle campane faceva cadere calcinacci dal campanile, con evidente pericolo per le persone e i veicoli in transito. Le campane dovettero tacere fino al 1990, quando i lavori di consolidamento del campanile furono completati.

Le vecchie campane seicentesche non furono distrutte: alcune sono esposte nel battistero della chiesa, altre furono trasferite nella vicina chiesa di Santa Maria Assunta. Un modo per conservare la memoria di tre secoli di suoni.

Quando è consigliata la visita

Guspini si visita bene in primavera e in autunno, quando le temperature nell’entroterra sardo sono gradevoli e il paesaggio del Campidano e del Sulcis circostante esprime i suoi colori migliori. L’estate è calda nell’entroterra, ma la visita alla chiesa, essendo un ambiente interno fresco e ombreggiato, rimane piacevole in qualsiasi stagione.

Un momento particolarmente suggestivo per essere a Guspini è la festa di San Nicola, il 6 dicembre, quando la comunità celebra il suo patrono con funzioni religiose e manifestazioni tradizionali. La vicinanza alle miniere di Montevecchio e alla costa del Golfo di Oristano rende Guspini un punto di partenza comodo per un itinerario che unisce storia, natura e paesaggi minerari di grande suggestione.

Dove mangiare vicino alla Chiesa di San Nicola di Mira

Guspini e i comuni del Medio Campidano offrono una cucina tradizionale dell’entroterra sardo, diversa da quella costiera ma altrettanto ricca. Cerca trattorie e ristoranti che propongono piatti a base di carne, formaggi locali, pasta fatta in casa come i malloreddus e i culurgiones, e dolci tipici come le pardulas e i candelaus. I prodotti caseari della zona sono di ottima qualità, così come il pane carasau e i vini del Campidano. Per chi viene dalla costa, l’abbinamento tra una visita a Guspini e un pranzo nell’entroterra è un’esperienza gastronomica che vale la deviazione.

Dove dormire vicino alla Chiesa di San Nicola di Mira

Guspini dispone di alcune strutture ricettive essenziali nel centro del paese. Per un’offerta più ampia, i centri vicini come Arbus, Villacidro e San Gavino Monreale offrono ulteriori opzioni. Gli agriturismi nella campagna del Medio Campidano sono una scelta ideale per chi vuole dormire immerso nel paesaggio interno della Sardegna, lontano dal turismo di massa. Chi vuole combinare la visita alla chiesa con qualche giorno al mare può puntare verso la costa di Arbus, con le spiagge selvagge di Pistis e Scivu, raggiungibili in meno di un’ora.

FAQ

In questa sezione trovi le risposte alle domande più frequenti sulla Chiesa di San Nicola di Mira a Guspini. Per informazioni aggiornate sugli orari di apertura e sulle celebrazioni, ti consigliamo di contattare direttamente la parrocchia.

La chiesa è aperta tutti i giorni?

La chiesa è una parrocchia attiva e generalmente aperta durante le celebrazioni liturgiche e in alcune ore del giorno. Gli orari variano a seconda della stagione e del calendario liturgico. Per evitare di trovare le porte chiuse, è consigliabile verificare gli orari contattando direttamente la parrocchia di San Nicola o l’ufficio turistico comunale.

L’organo settecentesco è ancora funzionante?

L’organo a canne del 1768, costruito da Giuseppe Lazzari, è uno strumento di notevole valore storico. Per sapere se è in stato di funzionamento e se è possibile assistere a esecuzioni, il riferimento è la parrocchia. Gli organi storici richiedono manutenzione specializzata e non sempre sono nelle condizioni di essere suonati regolarmente.

Vale la pena visitare Guspini anche se non sono appassionato di arte religiosa?

Assolutamente sì. Guspini è la porta d’accesso alle miniere di Montevecchio, un sito industriale dismesso di grande fascino paesaggistico e storico, visitabile con guide specializzate. La costa di Arbus, con le sue spiagge selvagge e i canyon costieri tra i più belli della Sardegna, è a meno di un’ora. Il paese in sé ha un centro storico autentico, lontano dai circuiti turistici, che offre un’esperienza di Sardegna interna genuina e non costruita per i visitatori.

Condividi
Redazione Estate in Sardegna

Redazione Estate in Sardegna

La Redazione di Estate in Sardegna è un team appassionato di viaggiatori, scrittori ed esperti locali, uniti dalla passione per la Sardegna e la sua ineguagliabile bellezza. Con anni di esperienza nel campo del turismo e un profondo amore per l’isola, il nostro obiettivo è condividere con voi le meraviglie nascoste, le tradizioni autentiche e i paesaggi mozzafiato che rendono la Sardegna una destinazione da sogno.

Leggi anche...

Affittacamere e B&B Guspini

Via Gioacchino Rossini, 1/3, 09036 Guspini (SU)

Ristorante Guspini

Via Giacomo Matteotti, 148 Guspini

Gastronomia Guspini

Via Umberto Saba, 21, 09036 Guspini SU

Ristorante Pizzeria Bisteccheria Guspini

Via Antonio Gramsci, 28, 09036 Guspini SU

Ottico Guspini

Via Anna Frank, 24, 09036 Guspini VS

Impianti Elettrici Guspini

SS126, KM 95, 09036 Guspini VS

Autofficina Guspini

S.S. 126 Km 95 Pip 09036 Guspini (SU)

Farmacia Guspini

Viale Libertà, 25, 09036 Guspini VS