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Bonnanaro: le ciliegie raccontano millenni di storia nel Meilogu

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Tra le dolci vallate comprese tra monte Pelau e monte Arana, a 405 metri sul livello del mare, si adagia Bonnanaro, un piccolo borgo di circa 900 abitanti che ha dato il nome a un’intera civiltà dell’età del Bronzo.

La Cultura di Bonnanaro, una delle più importanti facies archeologiche della Sardegna antica, nacque proprio qui, testimoniando come il territorio fosse abitato e prospero già quattromila anni fa. Ma oggi il paese è celebre anche per un altro tesoro: le sue ciliegie, rosse e succose, che ogni giugno richiamano visitatori da tutta l’isola per una delle fiere agricole più attese del nord Sardegna.

Una Civiltà che Porta il Nome del Paese

Parlare di Bonnanaro significa immergersi in una delle pagine più affascinanti della preistoria sarda. La Cultura di Bonnanaro rappresenta infatti una specifica facies culturale dell’età del Bronzo antico, caratterizzata da produzioni fittili, architettoniche e modalità di sepoltura uniche. Le prime tracce di questa particolare civiltà, diffusa in buona parte della Sardegna, vennero rinvenute nel 1889 all’interno della necropoli di Corona Moltana, situata a circa due chilometri a sud-est del centro abitato.

Gli archeologi hanno identificato ceramiche peculiari, strutture abitativi distintive e rituali funerari che distinguono questa cultura dalle precedenti, collocandola cronologicamente tra il 1800 e il 1600 a.C. La ricchezza del territorio dal punto di vista archeologico è straordinaria e continua a offrire importanti scoperte che aiutano a comprendere la transizione tra le culture prenuragiche e la successiva civiltà nuragica.

Successivamente si è sviluppata la Cultura Sub-Bonnanaro, che ha preceduto l’epoca nuragica vera e propria, facendo di Bonnanaro un punto di riferimento fondamentale per gli studi sulla preistoria mediterranea. Ogni pietra, ogni frammento ceramico ritrovato nel territorio racconta la vita quotidiana, le credenze religiose e l’organizzazione sociale di popolazioni vissute millenni fa.

Dal Medioevo alle Rivolte Antifeudalì

Il villaggio di Bonnanaro, anticamente chiamato “Gunar” e poi trasformato in “Gunnanor”, nacque indicativamente intorno all’anno 1000, sviluppandosi nella vallata che ancora oggi lo ospita. Nel periodo medievale appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Meiulocu (o Meilogu), condividendo le vicende storiche degli altri centri della regione.

Alla caduta del giudicato nel 1259, il paese passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria, potente casata che possedeva nel territorio il castello di Capula. I Doria mantennero il controllo fino al 1365, quando vendettero i loro possedimenti al re Pietro IV d’Aragona. Nel XIV secolo furono consegnatari del castello i vescovi di Arborea e di Usellus, testimonianza del ruolo strategico che il territorio rivestiva.

Nel 1750 Bonnanaro venne incorporato nel marchesato di Valdecalzana, feudo prima dei Martinez e successivamente dei De Queralt. Ma l’episodio più significativo della storia locale avvenne nel 1795, quando il paese partecipò attivamente ai moti antifeudalì guidati da Giovanni Maria Angioy. I rivoluzionari bonnanaresi, stanchi delle angherie feudali, distrussero il palazzo del feudatario, un gesto di ribellione che testimonia lo spirito fiero della popolazione. L’abolizione definitiva del sistema feudale arrivò nel 1839, quando il paese fu finalmente riscattato agli ultimi feudatari.

Architetture Religiose e Tesori nel Centro Storico

Il centro storico di Bonnanaro conserva una struttura piuttosto complessa e affascinante, con alcune abitazioni padronali risalenti al XVIII e XIX secolo che testimoniano l’antica ricchezza del borgo. Il patrimonio religioso è particolarmente ricco e articolato, offrendo ai visitatori diversi esempi di architettura sacra.

La chiesa parrocchiale di San Giorgio, dedicata al patrono del paese, domina il centro con la sua elegante facciata di fattura neoclassica. Le sue linee sobrie ed equilibrate rappresentano un bell’esempio dell’architettura ecclesiastica ottocentesca. Accanto a questa, spiccano altre chiese che meritano una visita attenta:

Chiesa Caratteristiche Stato di conservazione
Santa Maria Iscalas Recentemente restaurata Ottimo
Santa Barbara Nel centro storico Buono
Santa Croce Architettura tradizionale Buono
Nostra Signora di Monte Arana Posizione panoramica Restaurata di recente
San Basilio (XVIII sec.) Presso nuraghe Nieddu Grave stato di abbandono

Sulla sommità del monte Arana si trova la chiesetta omonima, sede di una vivace festa campestre che si svolge il 7 settembre di ogni anno. Il piccolo edificio, quasi completamente diroccato fino a pochi anni fa, è stato recentemente restaurato e circondato da ambienti destinati ad ospitare i pellegrini. Prospetta su un vasto piazzale affacciato sulla valle dei Nuraghi che offre uno dei panorami più suggestivi della zona, abbracciando con lo sguardo chilometri di campagna punteggiata da testimonianze archeologiche.

Purtroppo, poco distante, in prossimità del nuraghe Nieddu, si trova in grave stato di abbandono la settecentesca chiesa di San Basilio, un gioiello architettonico che meriterebbe interventi di recupero per non andare perduto definitivamente.

Le Ciliegie: Un Tesoro Rosso che Vale Oro

Se l’archeologia ha reso celebre Bonnanaro nel mondo scientifico, sono le ciliegie a renderlo famoso in tutta la Sardegna. La coltivazione di questi frutti rappresenta l’eccellenza agricola del territorio, con varietà locali che si distinguono per dimensioni, dolcezza e consistenza. La fiera delle ciliegie, che si svolge generalmente all’inizio di giugno, costituisce ogni anno fonte di richiamo turistico e momento di celebrazione dell’identità locale.

Le ciliegie bonnanaresi hanno caratteristiche organolettiche uniche, frutto del microclima particolare della vallata e della sapienza contadina tramandata di generazione in generazione. I ceraseti punteggiano le campagne circostanti, regalando in primavera fioriture bianche di straordinaria bellezza e in estate frutti succosi che finiscono sulle tavole sarde e nei mercati di mezza isola.

Ma l’agricoltura locale non si ferma alle ciliegie. La coltivazione della vite è di origine antichissima e nel territorio si trovano alcune tipologie di uva da vino estremamente rare, attualmente in studio presso l’Università di Sassari. Il vino prodotto a Bonnanaro gode di notevole fama all’interno dell’isola e ha ricevuto alcuni premi a livello nazionale, confermando la vocazione vitivinicola del territorio.

Lo stemma comunale riflette questa duplice anima agricola: accanto alla lettera B dorata su sfondo rosso, compaiono infatti un grappolo d’uva e due ciliegie, simboli parlanti dell’economia e dell’identità del paese.

Tradizioni e Vita Comunitaria

La comunità bonnanaresi mantiene vive le proprie tradizioni attraverso un calendario festivo che scandisce le stagioni. Il santo patrono San Giorgio viene festeggiato il 23 aprile, con celebrazioni religiose e momenti conviviali che coinvolgono l’intera popolazione. Ma è la festa campestre del 7 settembre, dedicata a Nostra Signora di Monte Arana, a rappresentare il momento più suggestivo dell’anno.

I pellegrini salgono sulla sommità del monte per assistere alle funzioni religiose nella chiesetta recentemente restaurata, per poi trascorrere la giornata negli spazi circostanti, godendo del panorama mozzafiato sulla valle dei Nuraghi. La festa assume contorni di grande partecipazione popolare, con canti tradizionali, balli e degustazioni di prodotti locali che si protraggono fino a sera.

La variante del sardo parlata a Bonnanaro è quella logudorese settentrionale, una delle varietà linguistiche più conservative della Sardegna, che mantiene tratti fonetici e lessicali di grande interesse per i linguisti. Gli abiti tradizionali, ancora indossati durante le feste principali, rappresentano un patrimonio etnografico di notevole valore.

Un elemento caratteristico del paese è la fontana di Cantaru, punto di ritrovo e simbolo della vita comunitaria, che per secoli ha fornito acqua fresca agli abitanti e ai viaggiatori di passaggio.

Tra Vallate e Panorami Mozzafiato

La posizione geografica di Bonnanaro offre scenari naturalistici di grande suggestione. La vallata compresa tra monte Pelau e monte Arana presenta un paesaggio dolce e ondulato, dove i terreni coltivati si alternano a macchie di vegetazione spontanea mediterranea. I 405 metri di altitudine garantiscono un clima gradevole anche nei mesi estivi, con temperature mitigate rispetto alle zone costiere.

Le passeggiate nei dintorni permettono di scoprire:

  • Panorami sulla valle dei Nuraghi dal monte Arana
  • Sentieri tra i ceraseti in fiore durante la primavera
  • Testimonianze archeologiche sparse nel territorio
  • Vedute che spaziano fino ai rilievi del Goceano
  • Angoli di natura incontaminata dove osservare la fauna locale

La superficie comunale di 21,84 km² racchiude una varietà paesaggistica notevole, con zone pianeggianti dedicate all’agricoltura e alture che offrono punti di osservazione privilegiati sul territorio circostante. I comuni confinanti – Bessude, Borutta, Mores, Siligo e Torralba – permettono di costruire itinerari alla scoperta dell’intero Meilogu.

Quando Conviene Visitare Bonnanaro

Il periodo migliore per visitare Bonnanaro coincide con l’inizio di giugno, quando si svolge la celebre fiera delle ciliegie. In questi giorni il paese si anima, le bancarelle offrono i frutti migliori delle campagne circostanti, e l’atmosfera festosa permette di entrare in contatto con le tradizioni locali e la genuina ospitalità bonnanaresi.

La primavera, tra aprile e maggio, offre un altro scenario incantevole: i ceraseti in fiore tingono di bianco le colline, le temperature sono ideali per passeggiate ed escursioni, e la natura esplode in mille colori. Il 23 aprile, festa di San Giorgio patrono, rappresenta un’occasione per assistere alle celebrazioni religiose e vivere momenti autentici di vita paesana.

Il 7 settembre richiama invece i visitatori per la festa campestre di Nostra Signora di Monte Arana, con la possibilità di salire sulla sommità del monte e godere di panorami straordinari sulla valle dei Nuraghi. L’autunno, con i suoi colori caldi e la vendemmia, completa il quadro delle stagioni ideali per scoprire Bonnanaro.

L’estate rimane comunque un periodo piacevole grazie all’altitudine che mitiga il caldo, permettendo visite confortevoli soprattutto nelle ore meno assolate della giornata.

Dove Mangiare a Bonnanaro

L’offerta gastronomica locale si concentra su trattorie familiari e piccole osterie che propongono i piatti della tradizione logudorese settentrionale. La cucina bonnanaresi privilegia ingredienti semplici e genuini, provenienti dalle campagne circostanti e preparati secondo ricette antiche tramandate di generazione in generazione.

Tra le specialità da non perdere spiccano naturalmente i dolci e le conserve alle ciliegie, preparati durante la breve stagione di maturazione dei frutti e disponibili tutto l’anno grazie alle marmellate e alle confetture artigianali. Il vino locale, prodotto con uve autoctone rare, accompagna degnamente ogni pasto e rappresenta un’eccellenza da degustare con attenzione.

I primi piatti includono malloreddus, culurgiones e ravioli sardi, spesso conditi con sughi di carne o formaggi locali. Le carni, soprattutto di agnello e maiale, vengono preparate arrosto o in umido secondo le ricette tradizionali. Il pane fatto in casa, nelle sue diverse varianti, completa ogni tavola con fragranze e sapori autentici.

Per un’esperienza completa, è consigliabile chiedere consiglio ai locali sulle specialità stagionali e prenotare con anticipo nei fine settimana, quando molti sardi dei paesi vicini vengono a Bonnanaro proprio per gustare la cucina tradizionale.

Dove Dormire a Bonnanaro

L’offerta ricettiva di Bonnanaro è essenziale ma accogliente, con alcune soluzioni di bed & breakfast nel centro storico che permettono di alloggiare nelle caratteristiche abitazioni padronali ristrutturate. L’ospitalità familiare rappresenta il punto di forza, con proprietari disponibili a fornire consigli sugli itinerari e sulle tradizioni locali.

Le case vacanza offrono maggiore autonomia e sono ideali per soggiorni di più giorni, permettendo di vivere il paese con i ritmi lenti della provincia sarda. Alcune dispongono di piccoli giardini o cortili dove trascorrere momenti di relax immersi nella quiete del borgo.

Nelle campagne circostanti, alcuni agriturismi offrono sistemazioni confortevoli con la possibilità di degustare prodotti aziendali e partecipare alle attività agricole stagionali. Durante il periodo della raccolta delle ciliegie, diversi produttori aprono le porte delle loro aziende per esperienze di agricoltura partecipativa.

Per chi cerca strutture con servizi più articolati, le vicine Torralba e Bonorva, distanti pochi chilometri, offrono alternative valide. Anche Sassari, a circa 25 chilometri, rappresenta un’ottima base per esplorare l’intero Meilogu, disponendo di hotel di varie categorie e di tutti i servizi di un capoluogo.

FAQ

Ecco le risposte alle domande più frequenti che i visitatori si pongono su Bonnanaro, utili per pianificare al meglio la visita a questo affascinante borgo del Meilogu.

Cos’è la Cultura di Bonnanaro e dove si possono vedere i reperti?

La Cultura di Bonnanaro è una facies archeologica dell’età del Bronzo antico (1800-1600 a.C.) scoperta nel 1889 nella necropoli di Corona Moltana. I reperti sono conservati nei principali musei archeologici della Sardegna, in particolare al Museo “G.A. Sanna” di Sassari.

Quando si svolge la fiera delle ciliegie?

La fiera si tiene generalmente all’inizio di giugno, nel periodo di massima maturazione dei frutti. Le date precise variano di anno in anno in base all’andamento climatico, quindi è consigliabile informarsi presso il comune o la pro loco locale per conoscere il calendario esatto.

Come si raggiunge la chiesetta di Monte Arana?

La chiesetta si raggiunge salendo sulla sommità del monte Arana, percorrendo una strada panoramica accessibile anche in auto. Il piazzale antistante offre ampio parcheggio e una vista spettacolare sulla valle dei Nuraghi. La salita a piedi richiede circa 30-40 minuti.

Bonnanaro è vicino ad altri siti archeologici importanti?

Sì, il paese confina con Torralba (dove si trova il celebre nuraghe Santu Antine), Borutta (con la basilica di San Pietro di Sorres) e si trova a pochi chilometri da altri importanti siti nuragici e prenuragici del Meilogu.

Quali sono le specialità enogastronomiche da acquistare?

Le ciliegie fresche o trasformate (marmellate, conserve sotto spirito) rappresentano il prodotto principe. Altrettanto pregiati sono i vini locali prodotti con uve rare in studio all’Università di Sassari, formaggi pecorini artigianali e il miele delle campagne circostanti.

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Redazione Estate in Sardegna

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