Fondata dai Fenici intorno al 770 a.C., l’antica Sulky vanta origini millenarie e un patrimonio archeologico di valore mediterraneo
Nel cuore del Sulcis, in Sardegna, sorge Sant’Antioco: la città che può vantare il titolo di centro urbano più antico d’Italia. Un primato spesso erroneamente attribuito a Roma, fondata secondo la tradizione nel 753 a.C., ma superata in antichità da Sulky, l’insediamento fenicio che ha dato origine all’attuale comune sardo. Oggi Sant’Antioco è una delle mete culturali e turistiche più apprezzate del Mediterraneo, tanto da essersi classificata seconda al concorso nazionale “Il Borgo dei Borghi” 2025.
L’isola di Sant’Antioco fu abitata già dal III millennio a.C., ma è con l’arrivo dei Fenici, attorno al 770 a.C., che si sviluppò un vero e proprio insediamento urbano. I mercanti e navigatori fenici scelsero questo punto strategico per i traffici nel Mediterraneo, mantenendo rapporti commerciali dalla penisola iberica all’Etruria, passando per l’Africa del Nord e il Vicino Oriente. Le relazioni pacifiche con le popolazioni nuragiche locali favorirono la crescita di Sulky, che divenne presto una delle città più rilevanti dell’area.
Nel VI secolo a.C., il controllo passò ai Cartaginesi, che consolidarono la loro presenza nella Sardegna meridionale. Dopo un breve periodo di crisi, la città tornò a prosperare grazie alla strategica posizione del porto e alle ricchezze del sottosuolo, come l’argento, elemento chiave per il rilancio economico del territorio.
Un patrimonio millenario tra archeologia, arte e tradizioni
Oggi, Sant’Antioco conserva numerose testimonianze della sua storia millenaria, distribuite in un contesto urbano che unisce il fascino del passato alla vivacità del presente. Le case colorate e il porticciolo contribuiscono a un’atmosfera unica, dove ogni angolo racconta una storia.
Tra i tesori più significativi:
- I nuraghi e le strutture prenuragiche, visibili in diverse aree del territorio;
- Il tofet fenicio di “Sa guardia ‘e is pingiadas”, un santuario all’aperto utilizzato per riti religiosi;
- La basilica di Sant’Antioco, di origine bizantina, che domina l’omonimo colle.
Ma il cuore del patrimonio archeologico è rappresentato da una delle necropoli puniche più estese del Mediterraneo, risalente al periodo tra il V e il III secolo a.C. Con circa 1500 ipogei distribuiti su sei ettari, si stima che l’antica Sulci potesse contare su una popolazione di oltre 10.000 abitanti, confermandosi come uno dei principali centri del bacino mediterraneo.
Le stratificazioni storiche non si fermano all’età punica: sopra la necropoli si svilupparono quella romana e, successivamente, il cimitero cristiano con catacombe. A testimonianza della monumentalità dell’antica città rimangono anche le mura perimetrali e le statue gemelle di due leoni accovacciati, probabilmente collocate un tempo a protezione dell’ingresso urbano.
Un centro d’eccellenza anche per l’artigianato e la cultura
Oltre al patrimonio storico, Sant’Antioco è conosciuta in tutto il mondo per la lavorazione del bisso marino, un tessuto raro ottenuto dai filamenti della Pinna Nobilis, che rappresenta una delle ultime testimonianze viventi di questa tradizione millenaria. A questa arte è dedicato un museo, simbolo della profonda connessione tra identità, territorio e tradizione artigianale.
I numerosi reperti, che raccontano la storia delle civiltà succedutesi sull’isola — dal Neolitico alla civiltà nuragica, fenicia, punica e romana — sono esposti presso il Museo Archeologico Comunale “Ferruccio Barreca”, che costituisce una delle più importanti istituzioni museali della Sardegna meridionale.