Un unicum nel panorama mondiale, custodisce secoli di storia e si inserisce in un territorio ricco di chiese, tradizioni e archeologia mineraria
Nel cuore di Iglesias, affacciata sulla piazza principale della città medievale, si erge la cattedrale di santa Chiara, unico esempio al mondo dedicato alla santa di Assisi. La sua costruzione risale agli anni Ottanta del XIII secolo, per volontà del conte Ugolino della Gherardesca, come attestano alcune iscrizioni. Fu cattedrale per la prima volta dal 1503 al 1513, prima di tornare a ricoprire stabilmente quel titolo soltanto nel 1736.
Dell’edificio duecentesco in pietra sedimentaria rimangono oggi soltanto alcuni tratti murari, mentre la struttura attuale è frutto di trasformazioni avvenute soprattutto nella seconda metà del Cinquecento, quando venne rinnovata in stile gotico-catalano. L’interno, che conserva l’impianto del rifacimento, si presenta con un’ampia navata suddivisa in quattro campate da archi a sesto acuto e coperte da volte stellari sorrette da pilastri scolpiti. Ai lati furono aperte piccole cappelle voltate a crociera, mentre altre due di dimensioni maggiori, quadrate, formarono il transetto, conferendo alla chiesa una pianta a croce latina. Il presbiterio sopraelevato e l’abside quadrata completano l’impianto architettonico.
Di particolare rilievo sono gli arredi settecenteschi: nel transetto sinistro si trova l’altare barocco in legno dorato dedicato a sant’Antioco, mentre sul lato opposto spicca un altare in marmi policromi. All’ingresso si conserva un’acquasantiera sorretta da un angelo marmoreo seicentesco, che accoglie i visitatori con raffinatezza scultorea.
La facciata a capanna rappresenta un esempio armonioso della sintesi tra romanico e gotico reinterpretata in chiave locale. È suddivisa in due ordini: nella parte inferiore si apre un portale romanico con arco a tutto sesto, affiancato da un’epigrafe che ricorda le origini e da uno scudo con l’aquila dei Della Gherardesca. Nella fascia superiore, in stile gotico, domina un rosone affiancato da arcate ogivali e archetti trilobati con decorazioni vegetali. A destra si innalza l’imponente campanile quadrato del XIV secolo, che custodisce quattro campane, la più antica delle quali, in bronzo, risale al 1338.
La città che ospita questo capolavoro prende il nome spagnolo di Iglesias, che significa “chiese”. Non a caso, oltre a Santa Chiara, meritano una visita la chiesa della Madonna delle Grazie, la chiesa del Collegio e la chiesa di san Francesco, anch’essa esempio notevole di gotico-catalano. Da ricordare anche i ruderi della chiesa bizantina di San Salvatore.
Oltre al patrimonio religioso, Iglesias vanta una forte identità legata alla tradizione mineraria, che per oltre un secolo ha rappresentato la principale ricchezza economica del territorio. Oggi le antiche miniere fanno parte del Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto patrimonio di archeologia industriale, visitabile attraverso i musei cittadini e gli itinerari guidati nei siti di Monteponi, Nebida, Masua e Porto Flavia, lungo il cammino minerario di santa Barbara. A rendere ancora più suggestivo il contesto, si aggiungono le bellezze naturali della costa, tra cui spicca l’imponente faraglione del Pan di Zucchero.