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Giganti di Mont’e Prama, il mistero millenario della civiltà nuragica

Nel Sinis sono riaffiorate le più antiche statue in pietra a tutto tondo del Mediterraneo: guerrieri scolpiti che raccontano il potere e la memoria dei nuragici

Nella penisola del Sinis, vicino a Cabras, nel cuore dell’Oristanese, la storia della Sardegna antica continua a emergere dalla terra. Qui, ai piedi della collina di Mont’e Prama, sono stati ritrovati i resti di una delle più importanti scoperte archeologiche del Mediterraneo del Novecento: i Giganti di Mont’e Prama, imponenti statue in pietra che rappresentano una testimonianza unica della civiltà nuragica.

Un tempo le sculture erano probabilmente disposte lungo il percorso che conduceva alla necropoli, insieme a grandi pietre sacre e riproduzioni di nuraghi, le caratteristiche torri che ancora oggi identificano il patrimonio archeologico dell’Isola. In seguito, forse a causa di profondi cambiamenti storici e sociali avvenuti tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro, le statue furono abbattute e sepolte ai margini della collina.

Proprio questo evento ne ha favorito la conservazione fino ai giorni nostri. La loro scoperta iniziò nel 1974, quasi per caso, durante alcuni lavori agricoli nei campi della zona. Da quel momento il sito è diventato oggetto di numerose campagne di scavo e di recupero, che hanno restituito un patrimonio archeologico di valore eccezionale.

Tra il 1975 e il 1979, nell’area funeraria risalente all’VIII secolo a.C., furono recuperati oltre 5.000 frammenti appartenenti a statue: parti di volti, busti, arti, scudi e altri elementi decorativi. Dopo un lungo lavoro di restauro nel Centro di restauro e conservazione di Li Punti, a Sassari, quei frammenti hanno permesso di ricostruire 26 grandi sculture alte circa due metri.

Le successive campagne di ricerca hanno portato alla luce ulteriori reperti, tra cui altri frammenti di statue e modellini di nuraghi. Una delle sculture ritrovate successivamente è particolarmente importante perché ha conservato la testa ancora unita al collo.

I Giganti di Mont’e Prama sono le uniche statue in pietra conosciute della civiltà nuragica e rappresentano le più antiche sculture a tutto tondo del Mediterraneo, risalenti a circa tremila anni fa.

Le figure raffigurano guerrieri, arcieri e pugilatori, simboli di forza, prestigio e valore militare. I guerrieri sono rappresentati con tuniche corte, elmi cornuti e scudi circolari; gli arcieri impugnano l’arco e indossano protezioni caratteristiche; i pugilatori mostrano il torso nudo, un particolare guanto armato e uno scudo sopra la testa.

Gli studiosi ritengono che il modello artistico possa derivare dai celebri bronzetti nuragici ritrovati nei santuari dell’Isola. Le grandi statue in arenaria sembrano infatti riprendere forme e caratteristiche delle piccole figure votive, trasformandole in monumentali rappresentazioni della società nuragica.

I volti dei Giganti hanno tratti fortemente simbolici: occhi formati da cerchi concentrici, sopracciglia marcate e lineamenti accentuati che trasmettono un senso di potenza e mistero. Le statue sembrano raccontare il ricordo di una civiltà che, nel momento del suo declino, affidò alla pietra la memoria della propria grandezza.

La necropoli di Mont’e Prama era composta principalmente da tombe a pozzetto coperte da lastre di pietra, dove i defunti venivano deposti in posizione seduta o inginocchiata. Sopra queste sepolture sono stati trovati numerosi frammenti scultorei, probabilmente dispersi in seguito a una distruzione intenzionale.

Secondo le ricostruzioni degli archeologi, il sito potrebbe essere stato il luogo funerario riservato a una famiglia dominante della società nuragica del Sinis, un’aristocrazia guerriera che voleva celebrare il proprio ruolo attraverso monumenti destinati a durare nel tempo.

Oggi i Giganti possono essere ammirati in due importanti sedi museali. Una parte delle statue è custodita al Museo archeologico nazionale di Cagliari, all’interno della Cittadella dei musei, mentre altre sculture sono esposte al Museo civico Giovanni Marongiu di Cabras.

Insieme alle statue sono stati ricostruiti anche 16 modellini di nuraghe, alcuni a torre singola e altri con strutture più complesse. Mont’e Prama continua così a essere un luogo simbolo della Sardegna, dove archeologia, memoria e identità si incontrano nel racconto di una civiltà antichissima.

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