La Faradda di li Candareri si rinnova ogni 14 agosto con tredici grandi ceri lignei portati a spalla dai gremi cittadini fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Un rito antico capace di richiamare migliaia di visitatori da tutto il mondo
La Discesa dei Candelieri di Sassari è una delle celebrazioni più identitarie della Sardegna, un appuntamento che ogni anno unisce religione, storia e partecipazione popolare. La festa, conosciuta in sassarese come Faradda di li Candareri, si svolge alla vigilia dell’Assunta e rappresenta il momento in cui la città rinnova il voto alla Madonna per la fine di una devastante epidemia che, secondo la tradizione, avrebbe colpito Sassari secoli fa.
Il 14 agosto il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico di fede e folklore. Tredici imponenti candelieri in legno vengono trasportati sulle spalle dai rappresentanti dei gremi, le antiche corporazioni di arti e mestieri cittadine, lungo le vie del centro fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Un rito seguito ogni anno da circa centomila persone provenienti da ogni parte del mondo.
Le origini della manifestazione affondano almeno nel XVI secolo. I documenti storici testimoniano come la devozione per la Madonna dell’Assunta e il legame tra la popolazione sassarese e i gremi fossero già profondamente radicati. La festa nasce dalla promessa fatta dai cittadini alla Vergine, alla quale venne attribuito il merito della liberazione dalla peste secondo la tradizione religiosa locale.
La preparazione della festa: la Vestizione dei Candelieri
La lunga giornata della Faradda inizia fin dalle prime ore del mattino con la Vestizione, uno dei momenti più sentiti della celebrazione. Ogni gremio prepara il proprio candeliere decorandolo con fiori, nastri, ghirlande e bandiere, aggiungendo spesso simboli legati alla propria storia e al mestiere rappresentato.
I ceri vengono allestiti nelle sedi dei gremi oppure nelle abitazioni degli obrieri di candeliere, le figure incaricate di custodire e guidare il cero durante la festa. Alcune decorazioni hanno un significato particolare: i gremi dei Massai e dei Contadini, ad esempio, arricchiscono il proprio candeliere con spighe di grano come richiamo al lavoro agricolo e alla prosperità.
Nel pomeriggio i rappresentanti delle corporazioni si radunano in piazza Castello, da dove prende ufficialmente avvio il percorso. Dopo la celebrazione religiosa nella chiesa del Rosario, intorno alle 18 inizia la vera e propria Discesa lungo corso Vittorio Emanuele.
Il corteo dei tredici gremi
Ad aprire la processione è la banda musicale, seguita dai candelieri portati dai portatori dei tredici gremi. L’ordine di sfilata segue una precisa tradizione: si parte dalle corporazioni più recenti fino ad arrivare a quella più antica.
Partecipano alla Faradda i gremi di Braccianti, Autoferrotranvieri, Macellai, Fabbri, Piccapietre, Viandanti, Contadini, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Sarti, Muratori e Massai. Questi ultimi due si alternano ogni anno nella posizione finale della processione.
La danza dei candelieri
Uno degli elementi più spettacolari della Discesa è la danza dei candelieri. Durante il percorso, i portatori fanno oscillare e ruotare le pesanti strutture lignee, creando un movimento ritmico accompagnato dal suono dei tamburi.
Secondo la tradizione sassarese, un candeliere particolarmente “baddarinu”, cioè capace di ballare bene durante la discesa, è considerato un segno di buon auspicio per l’anno successivo. Le evoluzioni richiedono grande forza fisica, equilibrio e coordinazione, trasformando il corteo in un momento di intensa partecipazione collettiva.
Il rito dell’Intregu e lo scioglimento del voto
Una tappa fondamentale della Faradda è l’Intregu, che si svolge davanti al Palazzo di Città. Qui il gremio dei Massai incontra il sindaco per l’investitura del nuovo obriere maggiore e per il tradizionale brindisi augurale “A zent’anni”.
Durante il rito avviene lo scambio simbolico tra la bandiera del gremio e il gonfalone comunale, un gesto che rappresenta il legame tra le corporazioni e la città. Successivamente il corteo riprende il cammino attraversando piazza Sant’Antonio e corso Vico fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem.
La conclusione arriva a notte fonda, quando i candelieri entrano nel luogo sacro e ricevono la benedizione finale. L’ingresso segue un ordine stabilito già nel 1531: prima le autorità cittadine, poi i gremi secondo una sequenza inversa rispetto alla partenza.
Con la cerimonia finale si rinnova lo scioglimento dell’antico voto dei sassaresi, in un legame che da oltre cinque secoli unisce fede, memoria storica e identità cittadina.