A fine maggio il porto di Carloforte si riempie di odori che a prima vista non sembrano sardi: cuscus, foglie di menta, tonno appena salato, focaccia ligure tirata sottile. Sulle banchine si parla una lingua che non è italiano e non è sardo: è il tabarchino, dialetto genovese arrivato qui nel Settecento attraverso un’isola tunisina e mai davvero tradotto.
Questa stagione, dal 29 maggio al 2 giugno 2026, l’isola ospita la nuova edizione del Girotonno, il festival che ha reso celebre il tonno rosso del Mediterraneo. È il momento migliore per capire cosa vedere a Carloforte senza fermarsi alla cartolina: il borgo color pastello sull’isola di San Pietro è uno dei pochi luoghi in Sardegna dove il mare si mangia in salsa ligure-tunisina e si prenota in barca da una scogliera bianca affacciata sul faro più occidentale d’Italia.
Un’isola ligure incastrata nel Sulcis
L’isola di San Pietro si trova al largo della costa sud-occidentale della Sardegna, di fronte al Sulcis, e copre una cinquantina di chilometri quadrati. Il Comune di Carloforte è l’unico centro abitato e raccoglie poco meno di seimila residenti.
La fondazione del paese ha una data precisa: 1738. Il re sabaudo Carlo Emanuele III concesse l’isola, fino ad allora disabitata, a una comunità di liguri originari di Pegli che da quasi due secoli viveva sull’isolotto tunisino di Tabarka, dove i Lomellini di Genova avevano una concessione per la pesca del corallo. Quando le condizioni a Tabarka si deteriorarono, una parte della comunità chiese asilo ai Savoia: nacque così Carloforte, “forte di Carlo”.
Da quei coloni discendono i carlofortini di oggi, che si definiscono tabarchini e parlano una variante del genovese settecentesco rimasta sorprendentemente intatta. Il tabarchino è tutelato dalla legge regionale 26/1997 della Regione Sardegna come patrimonio linguistico locale. Resta invece fuori dalla legge nazionale 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche, una particolarità che gli studiosi continuano a discutere e che a Carloforte si percepisce ovunque, dai cartelli in bilingue alle insegne dei locali.
Il borgo color pastello e la tonnara più antica
Il paese si attraversa in mezz’ora a piedi. Le case basse intorno al porto, dipinte in tinte tenui che richiamano i caruggi liguri, scendono verso il lungomare con le palme e la passeggiata di piazza Pegli. Le strade più vive corrono parallele al mare: corso Cavour, corso Tagliafico (intitolato al sindaco che guidò la migrazione dal 1738), via Garibaldi.
A sud del centro, oltre la chiesetta della Madonna dello Schiavo, si raggiunge la tonnara di Carloforte, attiva dal 1654. Per oltre tre secoli la pesca del tonno rosso ha disegnato l’economia dell’isola: tra aprile e giugno i pesci che risalgono la corsa migratoria entrano nelle camere fisse delle reti calate al largo. Oggi la tonnara è gestita in chiave più sostenibile, con maglie selettive che lasciano passare gli esemplari più giovani, ma resta un sistema di pesca tra i pochi ancora in funzione nel Mediterraneo. Le visite guidate agli stabilimenti e al ciclo di lavorazione vanno prenotate nei mesi della corsa.
Capo Sandalo, il faro più a ovest d’Italia
A circa sei chilometri dal paese, sulla punta opposta dell’isola, finisce la Sardegna ufficiale: Capo Sandalo è il punto più occidentale dell’arcipelago e ospita il faro più a ovest d’Italia, costruito nel 1864. La torre cilindrica si alza una trentina di metri su un edificio di servizio a due piani; intorno corrono falesie a strapiombo, calette difficilmente accessibili, una macchia bassa profumata di rosmarino e cisto.
Dall’estate al primo autunno il tramonto qui è un piccolo rito locale: la luce arriva da ovest senza terre frapposte e si appoggia sulle pareti rosse di Cala Fico. Lungo la stessa costa occidentale, percorrendo la litoranea, si raggiungono Cala Vinagra a nord-ovest e La Conca con i due faraglioni de Le Colonne a sud, quest’ultimo uno dei luoghi più fotografati dell’isola.
Le spiagge di Carloforte: La Caletta, Spalmatore e Girin
Le spiagge di Carloforte si concentrano soprattutto sulla costa meridionale e occidentale. La Caletta è la più ampia e frequentata: si trova all’interno della baia di Cala Spalmatore, ha sabbia bianca fine e fondali bassi adatti alle famiglie, scogli rossastri sui due lati. È servita da parcheggio, kiosk stagionali e un piccolo lido.
Più a sud si apre la spiaggia di Girin, la più vicina al paese e raggiungibile anche in bicicletta o in scooter: cinque minuti dal porto, fondale digradante, panorama che taglia verso Capo Rosso. Per chi cerca l’acqua trasparente delle scogliere, Punta Nera offre piccole calette tra rocce vulcaniche scure, mentre Bobba e La Caletta del Cane restano riferimenti per chi si muove in barca lungo la costa sud-ovest.
L’isola di San Pietro non risulta tra i Comuni Bandiera Blu della Sardegna nell’edizione 2025 del riconoscimento FEE, che per il Sulcis-Iglesiente ha confermato Sant’Antioco. Una nota utile per chi sceglie la destinazione in base a quel parametro.
Cucina tabarchina: tonno, cuscus e focaccia
La cucina di Carloforte è il riflesso più diretto della sua geografia umana. Il tonno è il protagonista assoluto: bottarga, ventresca, mosciamme (filetto stagionato), belu (la pancia), cuore di tonno grattugiato sulla pasta. Tutte parti che la tonnara lavora ancora a mano in stabilimento, con una filiera che parte dal mare e arriva al barattolo senza uscire dall’isola.
Accanto al pesce convivono il pesto alla genovese (declinato qui con basilico locale e a volte con la trofia o le farfalle al posto delle trenette), la farinata di ceci, la focaccia, le panissette fritte. E poi il cuscus, eredità tabarkina diretta: si chiama “cascà”, si prepara solo di verdure, si accompagna con stufati di tonno o di pesce. Durante il Girotonno, la piazza Pegli al tramonto si trasforma proprio in piazza del cascà, con tavolate berbere, narghilè e danze.
Girotonno 2026: cinque giorni intorno al tonno rosso
Il Girotonno è il festival che dagli anni 2000 racconta la cultura del tonno a Carloforte. L’edizione 2026 si tiene da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno con un pre-evento dal 23 maggio. Il cuore della manifestazione è il Tuna Competition, gara internazionale tra chef sul tonno rosso, affiancato dal Tuna Village con degustazioni e laboratori, dal Funny Village per famiglie e da concerti gratuiti sul molo: nel 2026 sono attesi tra gli altri Rocco Hunt (sabato 30 maggio) ed Ermal Meta.
I posti si esauriscono con largo anticipo: chi punta al festival prenota il traghetto e l’alloggio almeno un paio di mesi prima. Il programma aggiornato e i ticket per gli eventi numerati sono pubblicati sul sito ufficiale del festival.
Quando andare e come muoversi
L’isola si visita comodamente da maggio a ottobre. Maggio-giugno coincide con la corsa del tonno e il Girotonno, luglio-agosto è la fase più affollata, settembre offre mare ancora caldo e meno gente. In bassa stagione il borgo resta vivo grazie alla popolazione residente, ma molti servizi turistici riducono gli orari.
Carloforte si raggiunge solo via mare. Due le rotte attive tutto l’anno, gestite da Delcomar:
- Portovesme – Carloforte: traghetto di circa 30 minuti, partenze ravvicinate dalle prime ore del mattino fino a sera. Portovesme è collegata via gomma a Cagliari e all’aeroporto di Elmas.
- Calasetta – Carloforte: traghetto di circa 30-50 minuti dall’isola di Sant’Antioco, con servizio anche notturno in alta stagione.
Sull’isola di San Pietro la macchina è utile ma non indispensabile: il centro si gira a piedi, le spiagge e Capo Sandalo sono raggiungibili in scooter, bicicletta o con il bus locale. Chi arriva nei giorni del Girotonno trova ZTL allargate e parcheggi a pagamento concentrati ai bordi del paese.
Per approfondire i borghi vicini sulla costa di fronte conviene leggere anche le pagine dedicate a Sant’Antioco e Portoscuso, porta d’imbarco per Carloforte. Per chi vuole capire fino in fondo la radice tabarchina vale una visita anche all’Isola del Toro e a Isola Piana, la piccola isola davanti al porto.
Da sapere prima di partire
Quanto dura la traversata in traghetto per Carloforte?
Da Portovesme circa 30-40 minuti, da Calasetta tra 30 e 50 minuti a seconda del mezzo. Il servizio è gestito da Delcomar sulla rotta Carloforte-Portovesme tutto l’anno, con frequenze rinforzate in alta stagione.
Carloforte ha la Bandiera Blu?
Nell’edizione 2025 del riconoscimento FEE Carloforte non figura tra i 16 Comuni sardi premiati. Nel Sulcis-Iglesiente è stata confermata Sant’Antioco.
Da quale legge è tutelata la lingua tabarchina?
Il tabarchino rientra tra le lingue valorizzate dalla legge regionale Sardegna 26/1997 sulla promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna. Non è invece riconosciuto dalla legge nazionale 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche.
Quando si tiene il Girotonno 2026?
Dal 29 maggio al 2 giugno 2026, con un pre-evento dal 23 maggio. La sede principale è Carloforte. Concerti serali gratuiti sul molo, gara internazionale Tuna Competition a pagamento.
Da quando è attiva la tonnara di Carloforte?
La tonnara di Carloforte è documentata come attiva dal 1654 e rappresenta uno dei pochi sistemi di pesca a tonnara fissa ancora operativi nel Mediterraneo.
Qual è il faro più occidentale d’Italia?
Il faro di Capo Sandalo, sulla punta ovest dell’isola di San Pietro, costruito nel 1864. Torre cilindrica di circa trenta metri su edificio di servizio a due piani.
Si può visitare l’isola in giornata?
Sì, partendo presto da Cagliari (circa 1 ora e 30 minuti fino a Portovesme + 30 minuti di traghetto) si può girare il borgo, mangiare in paese e raggiungere Capo Sandalo nel pomeriggio. Per le spiagge e il Girotonno servono almeno due notti.