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Aggius, il borgo del granito e dei tappeti galluresi

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A 514 metri sul livello del mare, ai piedi della cresta seghettata dei Monti di Aggius, le case di pietra grigia sembrano nate dalla stessa roccia che le circonda. Da una finestra aperta arriva il battito ritmico di un telaio: una donna intreccia lana cardata in geometrie che le tessitrici aggesi tramandano da generazioni. Il rumore del legno sulle trame e il profumo di sughero appena lavorato sono il primo benvenuto.

Aggius cosa vedere è la domanda giusta in questa stagione: ad aprile la Gallura interna entra nei mesi piu’ luminosi, quando le rocce granitiche escono dalle nebbie invernali e i sentieri intorno alla Valle della Luna si lasciano percorrere senza la calura estiva. Comune di poco piu’ di milleseicento abitanti in provincia di Sassari, a meno di cinque chilometri da Tempio Pausania, Aggius e’ uno dei quindici borghi certificati che la Regione Sardegna ha incluso nella rete del rilancio turistico del 2025, grazie alla Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e al riconoscimento di Borgo Autentico d’Italia ottenuto nel 2017.

Il borgo Aggius Gallura: granito, vicoli e Bandiera Arancione

Il centro storico e’ un compendio di architettura gallurese: muretti a secco, archi, scalinate, case in granito a vista che salgono lungo i pendii. Aggius non rientra nei “Borghi piu’ belli d’Italia” certificati ANCI, ma e’ inserito tra i comuni che la Regione conta nel proprio circuito ufficiale insieme a Bosa, Castelsardo, Posada e altri.

L’aria di paese che il viaggiatore incontra non e’ una scenografia. Le botteghe sono piccole, i bar pochi, le voci si sentono di sera nelle strade strette. Il patrimonio dialettale e canoro qui e’ una cosa viva: il celebre Coro di Aggius, attivo da oltre un secolo, fu portato nel 1928 al Vittoriale di Gabriele D’Annunzio dall’etnomusicologo Gavino Gabriel. Fu in quell’occasione che il poeta abruzzese conio’ il soprannome “Galletto di Gallura” per il giovane corista Salvatore Stangoni: nome che il coro porta tuttora.

Tappeti Aggius: il mestiere che racconta la Gallura

A pochi passi dalla piazza si entra nel cuore tessile del paese. I tappeti Aggius sono il piu’ celebre prodotto artigianale della Gallura: lana sarda, telai orizzontali, motivi geometrici e zoomorfi tramandati a memoria. La tradizione tessile sarda e’ diffusa anche in altri centri dell’isola – dai tappeti di Nule ai tessuti di Sarule – ma quella aggese ha una grammatica visiva propria, riconoscibile.

Per capire questa eredita’ c’e’ un solo posto: il museo etnografico Aggius “Oliva Carta Cannas”, noto come MEOC, in via Monti di Lizu. Si articola in circa quindici ambienti su due livelli, censito tra le istituzioni etnografiche dell’isola dal Ministero della Cultura. Le sale ricostruiscono la casa gallurese – cucina, dispensa, camera da letto, laboratori del calzolaio, del fabbro, del falegname – e dedicano un settore intero alla tessitura, con telai antichi in funzione e dimostrazioni pratiche affidate alle tessitrici locali. Costumi, gioielli, attrezzi per la lavorazione di sughero e granito completano il percorso. Il biglietto cumulativo apre anche la seconda istituzione del paese.

Museo del Banditismo: l’altra faccia della Gallura

Nell’ex Pretura di via Pretura, a pochi minuti dal MEOC, ha sede il Museo del Banditismo, unico nel suo genere in Italia. Quattro sale raccontano la storia dei latitanti galluresi tra Ottocento e primo Novecento: sentenze, atti processuali, fotografie segnaletiche, armi sequestrate e costumi d’epoca. C’e’ la vicenda di Paska Devaddis, “sa bandita” giovane e tubercolotica; ci sono i carteggi della giustizia piemontese che inseguiva contrabbandieri e fuorilegge nella macchia. Il museo non glorifica il banditismo: lo restituisce come fenomeno sociale, dentro un territorio segnato dalla poverta’ e dall’isolamento.

Orari estivi (dal 1 aprile al 15 ottobre): 10:00-13:00 e 15:00-19:00. In inverno l’apertura e’ su prenotazione. Biglietto intero 4 euro, ridotto 3 euro. Si consiglia di verificare gli orari aggiornati sul sito ufficiale museodiaggius.it prima della visita.

Valle della Luna Aggius: la pianura dei grandi sassi

A pochi chilometri dal centro abitato la strada si apre su uno spettacolo che disorienta. La Valle della Luna – chiamata anche Piana dei Grandi Sassi – e’ un altopiano disseminato di enormi blocchi di granito grigio, levigati e arrotondati nei millenni dall’erosione. La luce del tramonto trasforma le rocce in figure antropomorfe; di notte, sotto la luna, l’effetto e’ quello di un paesaggio non terrestre. Il nome venne coniato negli anni Settanta dai viaggiatori hippy che si fermavano qui colpiti dalla geologia e dal silenzio.

I massi sono il risultato di processi che vanno dal Quaternario in poi: pioggia, vento e sbalzi termici hanno scolpito ogni fessura, generando i tipici “tafoni”, piccole cavita’ a forma di nicchia. La piana si percorre a piedi su sentieri ben segnalati, con scarpe da trekking. Nelle giornate limpide, dai punti rialzati, lo sguardo arriva fino all’arcipelago di La Maddalena.

Il nuraghe Izzana, gigante della Gallura

Dentro la stessa piana sorge il nuraghe Izzana, considerato il piu’ grande edificio nuragico di tutta la Gallura. Si tratta di un monotorre con piu’ ingressi, camera centrale chiusa a falsa cupola di circa cinque metri di diametro, costruito tra il XVI e il IX secolo a.C. con grossi blocchi di granito appena sbozzati. Le diverse tecniche costruttive nelle varie parti suggeriscono interventi successivi nel corso dei secoli. La visita e’ libera e l’accesso si raggiunge in auto seguendo le indicazioni dalla SP74.

Tra Lago Liscia, Tempio Pausania e i monti

Aggius e’ una base ottima per esplorare la Gallura interna e i suoi tesori meno turistici. A poco piu’ di mezz’ora di auto si trova il Lago Liscia, bacino artificiale costruito tra il 1958 e il 1962 sbarrando il fiume Liscia in localita’ Calamaiu, nel comune di Luras: oltre cento milioni di metri cubi d’acqua incastonati tra colline di sughera e granito, con scorci che si aprono verso Sant’Antonio di Gallura.

La diga del Liscia e’ alta 69 metri e l’invaso ha una capacita’ totale di circa 108 milioni di metri cubi. Tempio Pausania, capoluogo culturale della Gallura interna, dista meno di cinque chilometri: anch’essa nel circuito dei borghi certificati, offre centro storico in granito, terme di Rinaggiu e Carnevale famoso in tutta l’isola. La linea storica del Trenino Verde Tempio-Palau attraversa il paesaggio del Lago Liscia con tratti panoramici. Aggius si raggiunge dall’aeroporto di Olbia in circa cinquanta minuti di auto via SS133.

Quando andare e come muoversi

I mesi migliori sono aprile, maggio, giugno e settembre: temperature miti, sentieri praticabili, paesi non affollati. In luglio e agosto il borgo resta autentico (la massa turistica e’ altrove, sulla costa) ma le ore centrali del giorno si fanno calde. La Settimana Santa ad Aggius e’ tra le piu’ suggestive della Sardegna interna, con processioni delle confraternite in abito storico.

Per visitare borgo, MEOC, Museo del Banditismo, Valle della Luna e nuraghe Izzana servono almeno due giorni pieni. L’auto e’ indispensabile: i mezzi pubblici da Olbia o Sassari verso Aggius sono limitati. Per i tappeti, conviene contattare in anticipo le botteghe artigiane: alcune accettano visite su appuntamento.

Da sapere prima di partire

Aggius e’ tra i Borghi piu’ belli d’Italia?

No, ma e’ Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e Borgo Autentico d’Italia certificato dal 28 settembre 2017. Nel 2025 la Regione Sardegna lo ha incluso nei 15 borghi certificati del proprio circuito turistico ufficiale.

Quanto costa entrare al MEOC e al Museo del Banditismo?

Il biglietto del Museo del Banditismo e’ 4 euro intero, 3 euro ridotto. Il MEOC ha tariffe analoghe e in genere si propone un cumulativo. Conviene verificare prezzi aggiornati su museodiaggius.it.

Quando sono aperti i musei di Aggius?

Da aprile a meta’ ottobre l’apertura e’ continuativa con orario 10:00-13:00 e 15:00-19:00. In inverno l’accesso e’ su prenotazione. Il museo resta chiuso a gennaio e nei giorni 24, 25, 26 e 31 dicembre.

Dove si trova esattamente la Valle della Luna di Aggius?

Nella Piana dei Grandi Sassi, alle spalle del paese, lungo l’asse stradale che collega Aggius a Trinita’ d’Agultu. L’accesso piu’ comodo parte dalle indicazioni della SP74. Il nuraghe Izzana si trova dentro la stessa piana, a confine con il territorio di Tempio Pausania.

Quanto dista Aggius da Olbia e da Tempio Pausania?

Aggius dista meno di 5 km da Tempio Pausania (4,8 km in linea d’aria) e circa 50 km dall’aeroporto di Olbia, in 50-55 minuti via SS133.

Cosa rende speciali i tappeti di Aggius?

Sono tessuti su telai orizzontali in lana sarda, con motivi geometrici e zoomorfi tradizionali. Le tecniche si osservano dal vivo nella sala dei telai del MEOC, dove le tessitrici locali eseguono dimostrazioni pratiche.

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Redazione Estate in Sardegna

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La Redazione di Estate in Sardegna è un team appassionato di viaggiatori, scrittori ed esperti locali, uniti dalla passione per la Sardegna e la sua ineguagliabile bellezza. Con anni di esperienza nel campo del turismo e un profondo amore per l’isola, il nostro obiettivo è condividere con voi le meraviglie nascoste, le tradizioni autentiche e i paesaggi mozzafiato che rendono la Sardegna una destinazione da sogno.

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